Barelle insufficienti al Pronto soccorso dell’ospedale del Mare di Napoli, il caso del noleggio “privato”. I controlli dei Nas

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Prima la denuncia sui social, poi i controlli quasi immediati dei carabinieri del Nas e infine – quasi in risposta al clamore – l’arrivo di nuove barelle. È la vicenda che ruota attorno al Pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, zona est di Napoli, dove nelle ultime ore è scoppiato un caso sulla carenza di posti letto e sul presunto “noleggio” di barelle da parte di ambulanze private. Nel pomeriggio dell’11 aprile i carabinieri del Nas hanno effettuato un’ispezione all’interno della struttura di Ponticelli. I controlli, che rientrano nelle verifiche periodiche sulla sanità, si sono concentrati in particolare sull’area del Pronto soccorso e sull’Osservazione breve intensiva (Obi). Da quanto emerso, non sarebbe stata riscontrata una situazione di particolare sovraffollamento, ma i militari avrebbero rilevato una criticità precisa: il numero di barelle presenti sarebbe inferiore rispetto a quello previsto dalle linee guida.Le verifiche si sono estese anche all’esterno, dove sono state controllate alcune ambulanze ferme davanti all’ospedale. Si tratta di mezzi privati ma convenzionati con la Centrale operativa territoriale (Cot), quindi inseriti a tutti gli effetti nel sistema dell’emergenza sanitaria. Il controllo era arrivato dopo le segnalazioni diffuse dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, che l’11 aprile aveva denunciato una situazione di difficoltà nel Pronto soccorso, parlando di carenza di barelle e posti letto. In particolare, l’associazione aveva riportato il caso di un’anziana che, non trovando disponibilità all’interno della struttura, avrebbe trascorso la notte su una barella di un’ambulanza privata, con un costo complessivo di circa 400 euro, legato alle tariffe di sosta del mezzo – tra i 30 e i 40 euro l’ora.Una vicenda raccontata come simbolo di un problema più ampio. In un precedente post, la stessa associazione aveva parlato apertamente di “barelle a noleggio”, descrivendo un sistema in cui, a fronte della carenza di presidi ospedalieri, operatori legati a ditte private offrirebbero il “fitto” delle barelle direttamente nei pressi della struttura. Secondo la segnalazione di una cittadina, rilanciata online, “i pazienti che arrivano in ambulanza rischiano di restare lì a causa della mancanza di barelle ospedaliere”, mentre soggetti presenti all’esterno distribuirebbero biglietti da visita proponendo il servizio a pagamento. “Una gravissima denuncia”, scrive l’associazione, che ipotizza un vero e proprio “sistema di estorsione sulla pelle dei malati”, pur precisando che il racconto nasce da una segnalazione privata ancora oggetto di approfondimenti.Dopo il “polverone” mediatico, come lo definisce la stessa organizzazione, qualcosa però si è mosso: “Arrivano le barelle! Addirittura un camion pieno”, è stato annunciato in un aggiornamento pubblicato sui social, a testimonianza di un intervento rapido per colmare almeno in parte la carenza evidenziata. Resta ora da chiarire la portata reale del fenomeno denunciato e verificare eventuali responsabilità, mentre l’attenzione si concentra sulla gestione dei flussi nel Pronto soccorso e sulla disponibilità di presidi essenziali per l’assistenza dei pazienti più fragili.Foto dal profilo social di Nessuno tocchi IppocrateL'articolo Barelle insufficienti al Pronto soccorso dell’ospedale del Mare di Napoli, il caso del noleggio “privato”. I controlli dei Nas proviene da Il Fatto Quotidiano.