La diagnostica fatica a stare al passo con l’innovazione terapeutica: a dirlo uno studio dell’Università della California di San Francisco, secondo cui i test sarebbero spesso trascurati sia negli Stati Uniti che a livello globale. Risultati? I farmaci non sono davvero efficaci e sicuri.Una tendenza che rallenta il contrasto alle principali patologie, nonostante il rapido avanzamento delle terapie e della medicina di precisione. Secondo gli autori, quasi metà della popolazione mondiale non ha accesso adeguato alla diagnostica, che riceve meno investimento in ricerca e sviluppo rispetto ai farmaci. Diagnostica indietro rispetto a farmaci e terapie “È facile capire come un nuovo farmaco o un intervento chirurgico possano aiutare un paziente, ma anche i test che guidano le decisioni mediche sono altrettanto cruciali”, sottolinea Kathryn Phillips, docente di Economia sanitaria presso la School of Pharmacy dell’Università della California di San Francisco e prima autrice dello studio pubblicato su ‘Science’ il 9 aprile.Le terapie avanzano dunque più rapidamente rispetto ai test necessari per orientarne l’uso. Molte persone, ad esempio, non rispondono ai farmaci Glp-1 per obesità e diabete, ma esistono ancora pochi test in grado di prevedere quali pazienti ne trarranno beneficio.Il caso dell’AlzheimerUn altro esempio è l’Alzheimer. Esistono nuovi farmaci che rallentano la progressione della malattia, ma i test del sangue che potrebbero aiutare a individuare i pazienti più adatti costano circa 1.000 dollari e raramente sono coperti dalle assicurazioni. I medici potrebbero quindi vedersi costretti a prendere decisioni senza le informazioni necessarie: alcuni pazienti rischiano di non ricevere il trattamento giusto, altri di non riceverne affatto.“Le politiche regolatorie e di rimborso dovrebbero evolversi di pari passo con i progressi scientifici e tecnologici”, fa notare Robert M. Califf, ex commissario della Food and drug administration statunitense e coautore dell’articolo. Un gap da colmare“L’attuale disallineamento tra la valutazione dei test diagnostici per l’autorizzazione alla commercializzazione e il sistema di rimborso, rispetto a quello dei farmaci, lascia strumenti potenti inutilizzati e fornisce dati insufficienti per prendere decisioni adeguate su quali test siano davvero utili nella pratica clinica”.Secondo gli autori, esistono interventi chiari che i decisori politici possono adottare per colmare queste lacune: valutare insieme test e trattamenti, semplificare le procedure di approvazione dei test e migliorare i meccanismi di valutazione e rimborso della diagnostica.“Speriamo che questo lavoro – conclude Phillips – aiuti pazienti, decisori politici, assicuratori e ricercatori a riconoscere la diagnostica come un elemento essenziale dell’assistenza sanitaria, e non come un semplice accessorio”.Questo articolo Farmaci davvero efficaci e sicuri? Il ritardo della diagnostica proviene da LaPresse