La Commissione Europea ha dato il via libera a un piano di aiuti di Stato da 6 miliardi di euro per incentivare la produzione di idrogeno rinnovabile in Italia fino al 2029. Il provvedimento, che è basato su contratti bilaterali per differenza, mira a colmare il divario di costo, diciamo, rispetto ai combustibili fossili, garantendo quindi stabilità a colossi come, per esempio, ENI, ENEL e Snam. Insomma, essendo l’idrogeno una fonte rinnovabile di energia – ma a costi decisamente più alti rispetto ai combustibili fossili – al fine di incentivare la sostenibilità economica, l’Unione Europea consentirebbe aiuti di Stato a fondo perduto per incentivare la sostenibilità economica dell’idrogeno sostenendo che gli effetti positivi sull’ambiente siano superiori agli effetti distorsivi sulla concorrenza.L’UE ragiona davvero per concorrenza?Insomma, l’Unione Europea fa delle leggi di tipo ideologico. Quando non vuole alterare la concorrenza, non consente gli aiuti di Stato. Quando invece vuole, per motivi ambientali o ideologici come questo, cambiare la direzione dell’economia, allora gli aiuti di Stato si possono dare perché secondo lei non alterano la concorrenza. Tuttavia l’iniziativa solleva delle forti critiche. Infatti, mentre si sovvenziona un settore di mercato autonomo, dall’altra parte il governo fatica a reperire fondi contro il caro benzina e quindi sostanzialmente le persone fanno fatica, ovviamente, a pagare il costo dei carburanti fossili.Chissà, magari qualcuno alza la testaInsomma, l’Europa che venera la concorrenza vuole togliere i rischi per i big del settore. Cioè i piccoli, le piccole imprese, i risparmiatori, le famiglie devono soffrire, le multinazionali no. Il ministro Giorgetti invita a riflettere sui limiti della finanza pubblica e sulle priorità di spesa rispetto al furore ideologico della transizione verde. E chissà che prima o poi qualcuno alzi la testa in Europa.Io farò un webinar il 14 maggio, trovate informazioni sul sito valeriomalvezzi.it. Perché io faccio consulenza agli imprenditori e ovviamente in situazioni come queste io incontro ogni giorno piccole micro imprese, che ovviamente devono competere in scenari in cui l’Unione Europea sta alterando sostanzialmente le regole del gioco, e quindi i piccoli e i micro imprenditori si trovano in difficoltà. Sono quelli che io aiuto facendo consulenza di pianificazione strategica. Perché? Perché non la fanno più gli enti pubblici E quindi bisogna che qualcuno si dia da fare da solo.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post L’ultimo “aiuto” UE conferma il piano: le famiglie devono soffrire, le multinazionali no appeared first on Radio Radio.