Stellantis in tribunale contro Trasnova. “Vuole fermare gli scioperi degli operai”

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Le mobilitazioni delle operai? Rallentano il passaggio di consegne. E finanche l’azienda appaltatrice avrebbe un atteggiamento “ostruzionistico”. Così Stellantis scatena una guerra legale contro Trasnova, impresa che per conto del gruppo franco-italiano si occupa di logistica e la cui commessa scadrà tra venti giorni. Una vicenda che coinvolge oltre 200 lavoratori, senza lavoro dal prossimo 30 aprile dopo la decisione del costruttore di automobili di internalizzare il servizio. Ora, a una vertenza già dolorosa, si aggiunge la mossa di Stellantis, denunciata da Trasnova in una lettera indirizzata a ministeri, industriali, sindacati e alle Regioni in cui opera all’interno degli stabilimenti.Le attività – legate alla spedizione delle auto da Torino, Cassino, Pomigliano d’Arco e Melfi in tutto il Paese – sono rallentate, anche per gli scioperi e le mobilitazioni dei dipendenti. Per l’azienda una situazione che ha creato “gravi danni” e alla quale si aggiunge l’atteggiamento “ostruzionistico” di Trasnova nel governo della transizione. Da qui la decisione di chiedere un provvedimento d’urgenza al Tribunale di Torino, notificato il 7 aprile all’azienda. I giudici lo hanno accettato ordinando a Trasnova di “cessare ogni condotta volta a impedire” la possibilità per Stellantis di spedire la auto pronte, di “consentire l’accesso ai piazzali” e, ancora, di “mettere a disposizione di Stellantis immediatamente i materiali necessari per l’esecuzione diretta delle lavorazioni e dei servizi” previsti dai contratti logistici.Per ogni giorno di ritardo, Trasnova dovrà pagare 100.000 euro di penale. Una pronuncia “ingiusta e lesiva” secondo l’azienda appaltatrice che però “dovrà rispettare” la decisione mentre tenterà di difendersi. Il provvedimento è definito “grave” anche dalla Fiom-Cgil perché volto, ad avviso del sindacato, a “frenare le iniziative di mobilitazioni messe in campo dai lavoratori”, innescando così una “dinamica pericolosa”, dicono Samuele Lodi e Ciro D’Alessio, rispettivamente responsabile settore mobilità e coordinatore settore automotive della Fiom-Cgil. Tra l’altro, nella lettera di Trasnova, appare chiaro come – secondo la ricostruzione dell’azienda di logistica – Stellantis abbia agito al “buio”, mentre proseguiva un dialogo per arrivare alla transizione.L’iniziativa è “intervenuta in un momento in cui tra le parti era già in corso un confronto” per la “regolazione condivisa” delle ultime settimane di commessa, denuncia Trasnova. E ricostruisce come lo scorso 27 marzo aveva “invitato Stellantis a individuare congiuntamente una disciplina condivisa” per la transizione. Tre giorni dopo Stellantis ha risposto dando disponibilità e rappresentando una “improrogabile necessità”. Ma ha taciuto, denuncia Trasnova, che già il 21 marzo aveva depositato il ricorso. L’1 aprile si era quindi tenuto un incontro con un focus su Melfi e Trasnova aveva trasmesso una “proposta di accordo” per “disciplinare” gli ultimi giorni di lavoro: “A detta comunicazione non è stato fornito alcun riscontro, mentre è prevenuta la notifica” del provvedimento.“È evidente che l’iniziativa giudiziaria – illegittima ed infondata – da parte di Stellantis determini gravissime conseguenze, innanzitutto sul piano operativo, quindi, soprattutto, per quanto di interesse, relativamente la possibilità stessa di Trasnova di riuscire ad ambiere agli obblighi nei confronti dei propri lavoratori, atteso che, di fatto, tale situazione incide in modo gravissimo sulla capacità della scrivente di proseguire regolarmente le attività nel mese corrente”, avvisa Trasnova. Non solo, le “pretese risarcitorie” – rimarca l’azienda – impedirebbero “qualsiasi interlocuzione sulla possibile adozione di strumenti di ammortizzatore sociale” per gli operai. Da qui la richiesta con “massima urgenza” di un “confronto istituzionale e sindacale” per trovare una “soluzione utile” alla “tutela dei lavoratori” e per “governare con urgenza la fase finale degli affidamenti”.In totale la vertenza coinvolge oltre 232 lavoratori perché Trasnova – 94 dipendenti – subappalta una parte della commessa a Logitech e Teknoservice. La vicenda era deflagrata nel dicembre 2024 quando il gruppo automobilistico aveva annunciato che non avrebbe rinnovato la commessa nei servizi della logistica negli stabilimenti italiani motivandola con la volontà di internalizzare le attività svolte. Era scoppiata la rabbia degli operai che avevano sollecitato anche la politica. Dopo giorni di lotta, Stellantis aveva assicurato l’appalto per altri dodici mesi. Un agonia prolungata, ora arrivata al capolinea con uno strascico in tribunale, deciso dal gruppo automobilistico, che rischia di far precipitare la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali.L'articolo Stellantis in tribunale contro Trasnova. “Vuole fermare gli scioperi degli operai” proviene da Il Fatto Quotidiano.