L'Ungheria domani al voto, una sfida 'esistenziale' per Orban e l'Ue

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AGI - La sfida tra Orban e il suo (ex) mentore Magyar. In Ungheria si vota e tutta l'Unione europea trattiene il respiro. Il duello di domenica tra il premier uscente Viktor Orban e lo sfidante conservatore Peter Magyar, accreditato per la vittoria, potrebbe cambiare gli equilibri non solo a Budapest, ma in tutto il continente. Con riflessi sulla linea dei 27 nei rapporti con l'Ucraina, Israele, la Nato e gli Stati Uniti. E sulla natura e la stessa tenuta del patto che dal 1957 lega gli Stati membri e che si sta pian piano sgretolando.Orban e Magyar: due generazioni di conservatori a duello La sfida è anche tra due generazioni di conservatori: il 62enne Orban e il 45enne Magyar di cui il premier era stato mentore. Gli ultimi sondaggi danno il partito del Rispetto e della Libertà di Magyar intorno al 50% tra gli elettori che hanno già deciso cosa votare, contro il 34-37% che appoggia il Fidesz di Orban al potere da 16 anni.I numeri delle elezioni in Ungheria Gli aventi diritto tra i 9,5 milioni di ungheresi dovranno scegliere i 199 deputati del parlamento con un sistema misto: 106 in collegi uninominali e 93 con il proporzionale, con una soglia di sbarramento del 5%. Che le elezioni abbiano un peso ben maggiore di quanto le dimensioni del paese giustificherebbero lo dimostra la mobilitazione degli ultraconservatori di tutto il mondo. A cominciare dal presidente americano Donald Trump che per la terza volta almeno la notte scorsa è tornato a dare il suo endorsement a Orban.Trump e l'endorsement per Orban "Andate a votare per Viktor Orban. È un vero amico, un combattente e un vincitore, e ha il mio completo e totale sostegno per la rielezione", ha scritto su Truth, "non deluderà mai il grande popolo ungherese".Il botta e risposta su Orban tra Vance e Bruxelles L'interesse di Washington per la sorte di Orban ha fatto muovere anche il vicepresidente JD Vance, nei giorni scorsi in visita a Budapest. In un comizio accanto a Orban, Vance ha glissato sull'irritualità della sua presenza e ha invece accusato l'Unione europea di interferenze nella politica ungherese.Bruxelles si è sentita in dovere di respingere le accuse, pur parlando dei rischi di manipolazioni degli algoritmi sulle piattaforme social. Come quell'X guidata da Elon Musk che non fa certo mistero di appoggiare l'ultradestra.Orban accusa Bruxelles e Soros Le accuse di Vance non nascono dal nulla. Orban da giorni gioca e sembra intenzionato a giocare senza scrupoli la carta delle ingerenze di Bruxelles e del nemico numero uno di sempre, George Soros, della cui munificenza pure ha beneficiato con una borsa di studio per studiare scienze politiche a Oxford.  E per cui ha lavorato nella fondazione Open Society."I nostri oppositori non si fermeranno davanti a nulla per prendere il potere", ha detto anche oggi in un video pubblicato sui social media. Gli avversari, ha proseguito, sono "collusi" con servizi segreti stranieri e stanno minacciando i sostenitori del partito di governo Fidesz con la violenza."Questo è un tentativo organizzato di usare caos, pressioni e diffamazione internazionale per mettere in discussione la decisione del popolo ungherese", ha insistito. In uno schema che sembra ricalcare quello usato da Trump nel 2020 e di nuovo ora: mettere in dubbio la legittimità del processo elettorale e preparare il terreno per eventualmente contestare il risultato, avvertono diversi osservatori.La strategia di MagyarMagyar conosce bene Orban e i suoi metodi, e ne ha dato prova per tutta la campagna elettorale combattuta soprattutto sui social: per oltre 20 anni, dal 2002 al 2024, è stato membro del Fidesz e stretto collaboratore del premier. Prima di aderire al partito del Rispetto e della Libertà, e diventarne il leader e ora candidato premier.Di fronte al nuovo allarme di Orban, ha chiesto agli ungheresi "di non cedere a nessun tipo di provocazione e di restare sereni" e al premier di "accettare il giudizio del popolo ungherese". È Fidesz, ha contrattaccato, a essere esperto "di frodi elettorali", così come di "operazioni di intelligence, disinformazione e fake news". Ma questo, ha assicurato, "non cambierà il fatto che Tisza vincerà le elezioni".Gli effetti del voto sull'Unione europea L'attesa è ora tutta per gli effetti della consultazione. Soprattutto sull'Ue. Un sondaggio recente dell'European Council of Foreign Relations ha chiarito che gli ungheresi sono tutt'altro che a favore di un'uscita dalla casa comune: il 77% vuole restare nell'Ue. E il 45% anche degli elettori di Fidesz ritiene che il prossimo esecutivo dovrebbe avere con Bruxelles un approccio "molto diverso" da quello di Orban.