Iran, i preparativi per i negoziati a Islamabad: ruolo chiave di Vance – La diretta

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Fervono i preparativi a Islamabad, in Pakistan, per i negoziati tra Usa e Iran per porre fine alla guerra. Una fonte pakistana di alto livello ha elogiato il ruolo del vicepresidente Usa, JD Vance, nell’aver spinto Stati Uniti e Iran verso una soluzione diplomatica al conflitto, affermando alla Cnn che il vicepresidente americano è stato fondamentale per l’avvio dei colloqui che prenderanno il via a Islamabad. Una fonte a conoscenza del processo negoziale ha riferito alla Cnn che, a loro avviso, saranno necessari alcuni giorni di trattative per raggiungere un accordo di cessate il fuoco e che i funzionari pakistani sperano di poter convincere Vance a prolungare la sua permanenza nel Paese per contribuire al suo raggiungimento. Separatamente, una fonte di alto livello del Golfo ha dichiarato alla Cnn che gli iraniani nutrono pochissima fiducia nell’inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, che ha guidato i precedenti cicli di negoziati con l’Iran, interrotti bruscamente dagli attacchi statunitensi contro il Paese. Witkoff fa parte della delegazione statunitense che partecipa ai colloqui di Islamabad.Iran, tra guerra e tentativi diplomatici – Tutte le notizie di oggi, 11 aprileInizio diretta: 11/04/26 08:50Fine diretta: 11/04/26 23:0009:0211/04/26Ghalibaf: "Buone intenzioni per negoziati ma non ci fidiamo degli Usa"“Purtroppo, la nostra esperienza di negoziazione con gli americani si è sempre conclusa con un fallimento e una violazione degli accordi. Per ben due volte in meno di un anno, nel bel mezzo dei negoziati, nonostante le buone intenzioni della parte iraniana, ci hanno attaccato e commesso numerosi crimini di guerra”. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo arrivo a Islamabad per i colloqui tra Usa e Iran, come riporta Tasmin. “Nei prossimi negoziati, se la parte americana sarà pronta a raggiungere un vero accordo e a riconoscere i diritti del popolo iraniano, vedrà anche la nostra disponibilità a trovare un’intesa; ma nella guerra attuale abbiamo dimostrato loro che, se intendono usare i negoziati per mettere in scena una farsa inutile e un’operazione di inganno, siamo pronti a rivendicare i nostri diritti con fede in Dio e confidando nella forza del nostro popolo”, ha detto ancora Ghalibaf.08:5811/04/26Media, colloqui al via se Usa accetterà precondizioni TeheranLa delegazione iraniana solleverà la questione della violazione degli impegni da parte americana in un incontro con il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif questo pomeriggio, prima dei colloqui con la delegazione americana a Islamabad. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasmin. Il rilascio dei beni iraniani e un cessate il fuoco in Libano sono tra le precondizioni per l’avvio dei negoziati. Gli Stati Uniti, agendo da mediatori, avevano informato il Pakistan di accettare queste e altre precondizioni per l’avvio dei colloqui. Tuttavia, alcune di queste condizioni non sono state ancora soddisfatte, secondo Teheran. Negli incontri odierni, la delegazione iraniana intende valutare la posizione degli Stati Uniti e il rispetto degli impegni assunti, per poi decidere in merito all’avvio di negoziati con gli Usa.08:5611/04/26Media, Usa e Beirut chiedono pausa attacchi a Israele prima dei colloquiStati Uniti e governo libanese hanno chiesto a Israele una “pausa” negli attacchi contro Hezbollah prima dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, previsti martedì a Washington sotto l’egida del Dipartimento di Stato. Lo riporta Axios. La richiesta, avanzata tramite mediatori Usa, punta a favorire una de-escalation e a creare le condizioni per un possibile cessate il fuoco. Beirut propone di tornare alle intese del novembre 2024, limitando le operazioni israeliane alle sole minacce imminenti. Washington sostiene questa linea e sta facendo pressione su Israele perché accetti. Il premier Benjamin Netanyahu sta valutando la proposta, mentre fonti israeliane sottolineano che al momento “non c’è alcun cessate il fuoco”, pur non escludendo una breve pausa tattica nei raid. Israele si dice disponibile a negoziare un accordo con il Libano, ma rifiuta l’ipotesi di discutere un cessate il fuoco con Hezbollah. I primi colloqui saranno guidati dagli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti e dovrebbero essere seguiti da negoziati più approfonditi. L’offensiva israeliana in Libano resta intanto un punto di tensione nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, che accusa Israele di violare il cessate il fuoco, accusa respinta da Washington. In questo contesto, Usa, Israele e Libano mirano a evitare che Teheran influenzi gli sviluppi sul terreno a favore di Hezbollah. Il primo ministro libanese Nawaf Salam è atteso la prossima settimana a Washington per incontrare il segretario di Stato Marco Rubio, nella prima visita bilaterale di alto livello dall’insediamento dell’amministrazione Trump.08:5211/04/26Delegazione Usa atterrata a Islamabad per negoziatiIn Pakistan stanno per iniziare i negoziati tra Stati Uniti e Iran. La delegazione Usa è atterrata a Islamabad, come riporta la Cnn.Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che gli Stati Uniti riprenderanno le azioni militari con ancora maggiore intensità se non si raggiungerà un accordo di pace.08:5211/04/26Ghalibaf: "Negoziati solo con tregua in Libano e sblocco asset"Una delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata a Islamabad per colloqui con rappresentanti statunitensi, i primi dall’inizio della guerra. Ghalibaf ha chiarito che Teheran parteciperà ai negoziati solo a condizione di un cessate il fuoco israeliano in Libano e dello sblocco degli asset iraniani congelati. I colloqui, mediati dal Pakistan, mirano a rafforzare una tregua fragile, mentre restano tensioni sul confine tra Israele e Hezbollah e divergenze sulle condizioni preliminari. La delegazione Usa è guidata dal vicepresidente JD Vance, affiancato dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner. Il presidente Donald Trump ha adottato toni duri, sostenendo che l’Iran “non ha carte” e accusando Teheran di usare lo Stretto di Hormuz come leva, dopo che la sua chiusura ha fatto impennare i prezzi del petrolio e scosso i mercati globali. Intanto, il premier pakistano Shehbaz Sharif ha parlato di una fase “decisiva” per il passaggio da una tregua temporanea a un accordo duraturo. 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