Emanuele Fiano, tra i fondatori del Pd, potrebbe lasciare il partito. Il motivo è un voto, a larghissima maggioranza, ottenuto alla direzione dem di Milano che ha chiesto al sindaco Beppe Sala di porre fine al gemellaggio della città con la capitale israeliana Tel Aviv per quanto avvenuto a Gaza e per quanto sta accadendo in Libano. Fiano, di rientro da un incontro al campo di concentramento di Fossoli, dove il padre Nedo fu messo prima di essere deportato a Auschwitz, spiega oggi al Corriere della Sera che ancora non ha ricevuto manco una chiamata dal Nazareno. A un passo dall’addioNon ha ancora deciso se lasciare il Pd o no. Ma è a un passo. «Prima voglio vedere come finisce questa storia del gemellaggo con Tel Aviv e come va il voto alla Camera sulla legge sull’antisemitismo, quella che al Senato è stata affossata anche da gran parte del Pd», spiega. Ma la frattura si sente: «Dei vertici mi ha scritto solo il segretario del Pd milanese Alessandro Capelli». Si aspetta una chiamata «opportuna» da Schlein e Bonaccini. «Vista la situazione internazionale c’è una grande distanza oggi tra il Pd e le comunità ebraiche. Che per me sono una componente storica di questo Paese e vorrei che il mio partito ricucisse questo rapporto ormai logorο», sottolinea. «Non direi che c’e un problema di antisemitismo. Però non comprendo come mai non si faccia nulla». E aggiunge che pensa di sentire al telefono anche il sindaco di Milano Sala. Ho intenzione di chiamarlo prima di giovedì. «Lui è sempre stato molto ragionevole e ci tengo a fargli sapere la mia opinione su questa questione del gemellaggio».L'articolo Il Pd di Milano vuole chiudere il gemellaggio con Tel Aviv. Fiano a un passo dall’addio: «Non ho ancora ricevuto una chiamata dal Nazareno» proviene da Open.