“So perché Tucker Carlson, Megyn Kelly, Candace Owens e Alex Jones mi combattono tutti da anni, specialmente per il fatto che ritengono sia una cosa meravigliosa per l’Iran – il principale Stato sponsor del terrorismo – possedere un’arma nucleare”. Donald Trump si affida a un lungo post su Truth per attaccare, anche con insulti, alcune personalità, inclusi ex Maga, molto critici nei suoi confronti, specialmente dopo l’avvio della guerra contro l’Iran. Gli influencer che cita, particolarmente seguiti nella galassia conservatrice e trumpiana, hanno messo nel mirino il presidente Usa e le sue scelte in politica estera, accusandolo di avere ceduto alle pressioni di Israele e delle lobby israeliane, sposando scelte interventiste funzionali agli obiettivi di Netanyahu. “Il motivo – prosegue il Capo della Casa Bianca – è che hanno una cosa in comune: un QI basso. Sono persone stupide; lo sanno loro, lo sanno le loro famiglie e lo sanno anche tutti gli altri! Guardate il loro passato, guardate il loro curriculum. Non hanno le carte in regola, e non le hanno mai avute! Sono stati tutti cacciati dalla televisione, hanno perso i loro programmi e non vengono nemmeno più invitati in TV perché a nessuno importa di loro; sono dei PAZZI SCATENATI, dei GUASTAFESTE, e direbbero qualsiasi cosa pur di ottenere un po’ di pubblicità “gratuita” ed economica”, ha rincarato Trump.“Ora pensano di racimolare qualche ‘clic’ grazie ai loro podcast di terz’ordine – prosegue Trump -, ma nessuno parla di loro e le loro opinioni sono l’esatto opposto di quelle del movimento MAGA”, che “è d’accordo con me” e che “ha appena assegnato alla CNN un indice di gradimento del 100% per ‘TRUMP‘, non certo per degli sciocchi che gesticolano a vuoto come Tucker Carlson (ex anchor di Fox News, ndr): lui non è riuscito nemmeno a finire il college, era un uomo a pezzi quando è stato licenziato da Fox e non si è più ripreso. Forse dovrebbe consultare un bravo psichiatra! O come Megyn Kelly, che mi ha rivolto in modo sgradevole la ormai celebre domanda su “solo Rosie O’Donnell” (in risposta a una domanda sui suoi insulti alle donne, ndr); o come la ‘pazza’ Candace Owens, che accusa la stimatissima First Lady francese di essere un uomo – cosa che non è affatto – e che, si spera, vincerà una grossa somma nella causa legale attualmente in corso”. O ancora Alex Jones, che di recente ha sollecitato la rimozione del tycoon ex 25 Emendamento della Costituzione Usa: “dice alcune delle cose più stupide in assoluto e ha perso l’intera fortuna”. Questi cosiddetti “‘opinionistì “sono dei FALLITI, e lo saranno per sempre! Ora la “Fake News” CNN, il “fallimentare” New York Times e tutte le altre organizzazioni di “notizie” della Sinistra Radicale li stanno osannando”, ha concluso il presidente.Un post al veleno, mentre il consenso per il presidente è ai minimi storici e come da tradizione negli Stati Uniti il partito del presidente in carica perde seggi alle elezioni di midterm. Alla luce però delle ultime scelte di politica estera e della situazione economica interna, quest’anno il Grand old party potrebbe ricevere una batosta sonora e perdere la maggioranza sia alla Camera che al Senato. Se pubblicamente i repubblicani festeggiano il cessate il fuoco di due settimane, dietro le quinte tremano e si preparano a perdere il voto di novembre. “La tregua è troppo poco e troppo tardi per salvarlo”, ha spiegato uno stratega conservatore a Politico spiegando lo stato d’animo della maggioranza del Grand old party, ormai rassegnato all’idea di una sconfitta. Le recenti performance dei candidati repubblicani in diverse elezioni locali avevano già insinuato dubbi sulle loro chance di mantenere la maggioranza al Congresso e la guerra in Iran sembra averli rafforzati, con i democratici che hanno ripreso quota accusando l’amministrazione di aver trascinato gli Stati Uniti nel caos dell’ennesimo conflitto.In Georgia il dem Shawn Harris ha perso di 12 punti un’elezione suppletiva per il seggio alla Camera di Marjorie Taylor Greene, tuttavia è riuscito a ridurre drasticamente l’enorme margine di 37 punti con cui Trump aveva trionfato in quel distretto nel 2024. In Wisconsin, invece, il candidato democratico alla Corte suprema statale ha ottenuto una vittoria schiacciante, riuscendo persino a conquistare le roccaforti repubblicane dello Stato. Questi dati e diversi sondaggi recenti rivelano che il tycoon è in calo di consensi soprattutto per il carovita. Secondo una ricerca della società Navigator Research, il 65% degli elettori non approva il modo in cui il presidente americano sta gestendo la questione dei prezzi della benzina, balzati in media a oltre 4 dollari al gallone, e il 71% ritiene che l’aumento dei costi sia una diretta conseguenza della guerra in Iran. Senza contare che i prezzi ci metteranno un po’ a rientrare nella norma, sempre che il cessate il fuoco regga e che si arrivi a un accordo con Teheran. Per questo per gli esperti e la maggior parte dei repubblicani, il tempo non gioca a favore del presidente americano, anche perché lui e i suoi più stretti consiglieri hanno trascorso gran parte degli ultimi mesi sostenendo che gli Stati Uniti fossero sul punto di una svolta economica che ormai sembra sempre più lontana. In più c’è la rivolta della base Maga, contraria sin dall’inizio all’operazione militare all’estero che ha tradito lo spirito ‘America first’ grazie al quale Trump è riuscito a tornare alla Casa Bianca. Il presidente ha annunciato due viaggi in Arizona e Nevada per decantare le sue politiche economiche. “Sentirete il presidente parlare di come abbiano giovato al popolo americano”, ha spiegato la portavoce Karoline Leavitt. Ma potrebbe essere ormai troppo tardi.L'articolo Trump isolato sull’Iran attacca i “fedelissimi”: è guerra aperta contro gli influencer della galassia MAGA proviene da Il Fatto Quotidiano.