Ilaria Salis: «Nessuna relazione stabile con il mio assistente Bonnin»

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Ilaria Salis è «esterrefatta» per l’attenzione «morbosa» nei confronti della sua vita privata. «Soprattutto in un momento in cui tra guerre, crisi, dubbi legami tra esponenti di governo e clan, vi sono questioni di ben altra rilevanza pubblica. Sono bersaglio di una campagna della destra che arriva a spiarmi in casa: si è andati oltre», dice oggi in un’intervista a Repubblica. Si parla del presunto rapporto tra lei e il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin. Vietato dalle regole del parlamento europeo.Ilaria Salis e il partner stabileNell’intervista Salis tiene il punto sul “partner stabile”, come da policy di Strasburgo. Sembra negare proprio la stabilità della relazione: «Bonnin non è il mio partner stabile. Lo conoscevo di vista prima della mia carcerazione in Ungheria, in seguito alla liberazione ho pensato che il suo curriculum fosse adatto al ruolo. Ora è diventato un carissimo amico, una persona verso cui nutro piena fiducia, con lui ho scritto a quattro mani il libro Vipera. E di tutto questo non ho mai fatto mistero». Ivan è solo «uno dei miei quattro assistenti, il più stretto, viaggiamo insieme e si è appoggiato nella mia camera. Non è raro per gli europarlamentari. E poi io tendo a girare con persone di cui mi fido, non ho la scorta e così sono più tranquilla: la mia storia mi chiede di essere prudente».La residenzaE sulla residenza a casa sua a Milano sostiene: «Quando sono tornata da Budapest ho dovuto ricostruirmi di botto una vita. In meno di due anni ho cambiato quattro volte residenza e dall’inizio del 2025 fino al marzo scorso l’ho fissata in un appartamento di proprietà di Bonnin. Questo non significa che abbiamo una relazione stabile o che viviamo insieme: lui è quasi sempre a Bruxelles per lavoro e io giro in Italia e in Europa. Sono stata coinquilina di molti altri amici in passato. E non sono certo l’unica parlamentare ad averlo fatto».Il cambio di residenza il giorno dopo la perquisizione è invece avvenuto perché «la destra e i giornali di quella parte politica avevano iniziato a strumentalizzare da subito la sua presenza in camera mia e per non lasciare alcuno spazio a questa manipolazione ho cambiato indirizzo. C’è anche un problema di sicurezza».Le minacceSalis dice di ricevere minacce quotidiane: «A casa dei miei genitori ci sono state infrazioni (forse intende effrazioni, ndr), su social e mail sono oggetto di insulti e avvertimenti. Persino un europarlamentare dell’Afd, Alexander Jungbluth, con il quale a fine marzo ho condiviso l’auto messa a disposizione dall’Europarlamento al ritorno da una plenaria, una volta arrivati alla mia abitazione mi ha detto “Ora sappiamo dove abiti”. Ho segnalato l’episodio alla presidente del Parlamento europeo». E aggiunge: «Per nascondere i veri problemi del governo Meloni si cercano finti scoop. Ma io nel mio privato faccio ciò che voglio».La residenza di BonninE conclude: «Avere la stessa residenza del mio assistente non significa far parte dello stato di famiglia. Se dovessimo indagare su chi dorme con chi, non so dove finiremmo». Infine, sul regolamento europeo che prevede che Bonnin abbia la residenza nella sede di lavoro, spiega lo stesso assistente di Salis: «Ho mantenuto la residenza anagrafica a Milano anche perché il mio è un contratto part time, ma sono regolarmente registrato in Belgio. C’è una sorta di status particolare riconosciuto per prassi. Al Parlamento Ue ho consegnato il casellario giudiziario: è risultato corrispondente agli standard».L'articolo Ilaria Salis: «Nessuna relazione stabile con il mio assistente Bonnin» proviene da Open.