Forza Italia, Barelli lascia e attacca i Berlusconi: “Partiti si guidano da dentro”. Oggi Costa capogruppo

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Paolo Barelli si dimetterà stasera da presidente dei deputati di Forza Italia in nome di quel ‘rinnovamento’ chiesto dalla famiglia Berlusconi dopo il ko referendario. Prima di lasciare spazio al collega Enrico Costa, che ne prenderà il posto alla Camera, e spostarsi magari nella squadra di governo (si ipotizza per lui un ruolo da sottosegretario), Barelli non nasconde il disappunto per come alla fine si è concretizzata l’operazione imposta da Cologno Monzese, che nel giro di un paio di settimane ha di fatto costretto il segretario Antonio Tajani a cambiare i capigruppo di Palazzo Madama e Montecitorio. Il presidente della Federnuoto parla dopo aver trascorso circa un’ora a palazzo Chigi e, a chi gli chiede se i Berlusconi (Marina e Pier Silvio) stiano guidando positivamente Forza Italia, replica: “Oddio, voglio dire, normalmente i partiti si guidano dall’interno, no?”. Parole che richiamano a un’ingerenza da parte dei figli del Cav. “Loro hanno chiaramente un amore, un affetto scontato per il partito, che è carne della loro carne, che è frutto del lavoro del grande padre, quindi è ovvio che si interessano”, aggiunge Barelli, prima però di lanciare un’altra stoccata: “Dopodiché poi c’è la quotidianità e bisogna starci dentro”. Su un possibile malumore interno del partito per le mosse dei Berlusconi, Barelli non si esprime (“non lo so, chiedetelo a Tajani”), ma ci tiene invece a ricordare che a indicarlo come capogruppo è stato direttamente Silvio Berlusconi. Non solo, dalle elezioni a oggi, rimarca, il gruppo alla Camera è cresciuto: “I parlamentari erano 44 e ora sono dieci di più. Questi sono dati reali”. Sul passo indietro da capogruppo, infine, glissa: “A me non mi ha dimesso nessuno. Detto questo adesso si ragionerà, si parlerà, e chiaramente il riferimento mio è il gruppo, non è l’esterno. Io sono stato eletto dal gruppo. Lasciare la Federnuoto? Non c’è nessuna necessità e non mi sono mai posto il problema. Ho letto di ministeri, che ‘Barelli chiede’… Io non ho chiesto assolutamente niente, non ho bisogno di nulla”. Parole che, anche per il tenore, dentro FI vengono accolte con un certo stupore. C’è chi ricorda che “un capogruppo dovrebbe avere a cuore il partito” e non pensare “all’orgoglio ferito”. Altri invece pensano al segretario, perché Barelli avrebbe messo così “in difficoltà Tajani, che aveva preso un accordo” con i Berlusconi. Lo scenario atteso, infatti, era quello di un passaggio di consegne sulla falsariga di quanto avvenuto a fine marzo al Senato tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi. L’ipotesi di un allungamento dei tempi, causa impuntatura, svanisce però nel giro di un paio d’ore con la convocazione da parte dello stesso Barelli dell’assemblea dei deputati azzurri per domani sera, con all’ordine del giorno l’elezione del nuovo capogruppo. “In quella sede, considerando conclusa la mia esperienza di presidente, formulerò una proposta per la successione a questo incarico – spiega Barelli in una nota -. È mia ferma intenzione continuare con la stessa intensità il mio impegno politico e il mio sostegno al governo guidato da Giorgia Meloni”. A succedere a Barelli sarà quindi Enrico Costa perché, come fanno notare fonti azzurre, “Tajani non voleva come nuovo capogruppo né Mulè, né Bergamini, né Cappellacci”, espressione della minoranza interna, “quindi Costa è il punto di caduta migliore. Ha l’esperienza e la capacità per gestire il gruppo”. In vista dell’assemblea, perciò, si scommette sul fatto che ci sarà una “larga condivisione” su Costa, dando quindi continuità al percorso di rinnovamento delineato dai Berlusconi. Percorso che dovrà riguardare anche la tempistica dei congressi regionali, al centro dell’incontro andato in scena ieri a Milano tra Marina Berlusconi e il vicesegretario di FI Alberto Cirio. L’obiettivo sarebbe quello di farli svolgere nei modi e nei tempi più adeguati per garantire la piena unità del partito.Questo articolo Forza Italia, Barelli lascia e attacca i Berlusconi: “Partiti si guidano da dentro”. Oggi Costa capogruppo proviene da LaPresse