NVIDIA rivoluziona il rendering: meno VRAM e più prestazioni con l'IA

Wait 5 sec.

Chi gioca su PC conosce bene il limite della VRAM: texture pesanti, effetti complessi e giochi sempre più esigenti mettono in ginocchio anche schede video non troppo vecchie.Nel quadro del GTC 2026, oltre al nuovo DLSS 5, NVIDIA ha iniziato a spingere su un approccio diverso: usare l'intelligenza artificiale non solo per "aggiustare" l'immagine finale, ma per alleggerire l'intera pipeline grafica e spremere meglio l'hardware già esistente. Con DLSS 5, l'AI interviene sull'immagine conclusiva, ricostruendo dettagli e risoluzione a partire da un segnale più leggero. Il nuovo filone di neural rendering, invece, entra direttamente nei passaggi interni del rendering.In pratica, NVIDIA inserisce piccole reti neurali in punti chiave come la decompressione delle texture o il calcolo dei materiali. Ogni "micro-rete" svolge un compito specifico, con modelli più compatti rispetto agli algoritmi tradizionali e un uso più razionale delle risorse.L'obiettivo è chiaro: ridurre il carico computazionale e l'uso di memoria video, cercando di mantenere una qualità visiva molto vicina a quella originale, soprattutto nelle condizioni tipiche di gioco. Uno degli esempi più concreti arriva dalla Neural Texture Compression, una tecnica che affida a piccole reti neurali la gestione delle texture compresse.In una demo interna, NVIDIA dichiara di aver ridotto l'uso di VRAM da 6,5 GB a circa 970 MB, con una resa grafica descritta come molto simile alla versione non ottimizzata. Non parliamo quindi di un taglio marginale, ma di un risparmio di memoria che supera l'80%.Secondo NVIDIA, a parità di memoria disponibile, questo approccio permette anche di conservare più dettagli rispetto alle compressioni classiche, che spesso sacrificano informazioni fini per contenere il peso delle texture. Accanto alle texture entra in gioco la tecnologia Neural Materials, pensata per gestire in modo più compatto i materiali fisicamente basati e i loro numerosi canali di texture (colore, rugosità, normal map e così via).Qui l'idea è comprimere descrizioni molto complesse in rappresentazioni più compatte, che piccole reti neurali ricostruiscono in tempo reale durante il rendering. Il tutto, ancora una volta, con l'obiettivo di ridurre il peso su VRAM e unità di calcolo.NVIDIA parla di un potenziale incremento delle prestazioni fino a 7,7 volte in 1080p, a parità di hardware. Si tratta di un dato dichiarato in condizioni controllate, quindi da prendere con prudenza, ma che rende chiaro il tipo di margine che l'azienda spera di ottenere con questo approccio. Le discussioni intorno a DLSS 5 hanno evidenziato diversi timori: artefatti, effetti "strani" sui dettagli in movimento e la sensazione di un'immagine a volte troppo distante dal rendering nativo.Con il neural rendering, NVIDIA prova a spostare il discorso: non solo filtri sull'output finale, ma ottimizzazioni interne per usare meglio la memoria e calcolare meno dati superflui. In teoria, questo tipo di AI dovrebbe risultare meno "invadente" dal punto di vista visivo e più focalizzato sull'efficienza.Curiosamente, mentre l'azienda spinge queste novità, diversi video ufficiali su DLSS 5, incluso il trailer, sono spariti da YouTube per questioni legate ai diritti con il canale televisivo italiano La7. Un dettaglio che non cambia la sostanza tecnica, ma mostra quanto il lancio della tecnologia proceda ancora a scatti.Se le promesse su Neural Texture Compression e Neural Materials troveranno conferma nei giochi reali, il vero salto non riguarderà solo i nuovi modelli di scheda video, ma il modo in cui sfruttiamo quelle già installate nei PC, spostando il confine tra compromessi grafici e fluidità giocabile un po' più in là rispetto a oggi.L'articolo NVIDIA rivoluziona il rendering: meno VRAM e più prestazioni con l'IA sembra essere il primo su Smartworld.