Sardegna, il Tar sospende l’ordinanza del Comune di Assemini per la bonifica dell’area industriale di Macchiareddu: nuova udienza a giugno

Wait 5 sec.

Per uno dei siti contaminati d’interesse nazionale, in una delle zone industriali più sensibili dell’hinterland cagliaritano, a ridosso della laguna di Santa Gilla, per estensione e per rilevanza una delle più importanti aree umide europee, l’attesa prosegue. Il provvedimento del Comune di Assemini che avrebbe imposto a Fluorsid Spa, maggior produttore mondiale di fluoroderivati inorganici, di proprietà di Tommaso Giulini, ex presidente del Cagliari calcio, di rimuovere i rifiuti abbandonati e bonificare l’area industriale di Macchiareddu entro 180 giorni, è stato sospeso dal Tar Sardegna. In attesa dell’udienza del 24 giugno 2026.“Da anni l’area industriale di Assemini è oggetto di segnalazioni, indagini della Procura di Cagliari e accertamenti ambientali, ma le bonifiche previste non si sono mai concretizzate”, dice Veronica Matta presidente dell’associazione Sa Mata, che aggiunge: “Intanto i cittadini, il nostro patrimonio culturale e agroalimentare restano esposti”.La vicenda è annosa ed è stata scandita da indagini, sequestri, patteggiamenti e impegni ambientali. Ma di atti concreti, nessuno. Finora. Alla fine del 2014 il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del Corpo forestale comincia le indagini sulla Fluorsid, dopo una segnalazione da parte del Servizio Veterinario della Asl di Cagliari di sintomi di fluorosi nei capi ovini che pascolavano nella zona di Macchiareddu, una patologia che determina gravi danni all’apparato dentario e osseo e impedisce agli animali di alimentarsi. La Procura inizia ad indagare.Il lavoro investigativo del Corpo forestale si conclude ad aprile 2017 con la collaborazione, per le analisi chimiche, dell’Arpas, l’Agenzia regionale per l’ambiente della Sardegna. A maggio il Corpo forestale, eseguendo l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari, esegue sette ordinanze di custodia cautelare, tra dirigenti, collaboratori e appaltatori dell’industria chimica, oltre che il sequestro preventivo di due aree di proprietà Fluorsid: la prima nello stabilimento di Macchiareddu, di circa tre ettari, con cumuli di materiali stoccati all’aperto, la seconda di cinque ettari in località Terrasili, nella periferia di Assemini, per stoccaggio di materiali vari.I reati contestati: associazione a delinquere, finalizzata alla commissione di plurimi delitti ambientali, nonché inquinamento e disastro ambientale. Nelle falde acquifere tra lo stabilimento di Macchiereddu e un’altra area ad Assemini, in località Terrasili, sono state trovate “quantità di alluminio 3.745 volte superiori ai limiti di legge”, di floruri 1154 volte superiori” e “di solfati 51 volte”, scrive il giudice per le indagini preliminari, Cristina Ornano.Nelle 168 pagine del dispositivo del Gip, tra le numerose contestazioni, rese possibili utilizzando i dati delle centraline Arpas e i rilievi eseguiti dal Dipartimento di Chimica Università di Cagliari, si rileva “una grave contaminazione dell’aria, per effetto della dispersione delle polveri nocive, altamente concentrate, provenienti dallo stabilimento Fluorsid dal cantiere di Terrasili”. Al punto che gli abitanti delle zone periferiche di Assemini “avevano lamentato bruciori agli occhi ed alle vie respiratorie … Alcuni avevano notato effetti nocivi sui figli minori”. In aggiunta la “contaminazione da fluoro degli allevamenti a Macchiareddu”. Ma anche “una grave contaminazione del suolo, ascrivibile anzitutto alla diffusione delle polveri, e dimostrata dalle analisi dei campioni di suolo e di vegetali prelevati da aree prossime allo stabilimento”. La “contaminazione delle falde acquifere di metalli pesanti e composti inorganici”. “L’interramento e sversamento di rifiuti pericolosi.” In particolare “lo sversamento di fanghi acidi nella laguna di Santa Gilla ”in maniera reiterato e non occasionale”. Nonostante la laguna sia classificata come Zona di protezione speciale, come zona umida di importanza internazionale e sia inserita nella rete ecologica Natura 2000.A dicembre 2018 la chiusura delle indagini, a luglio 2019 la conclusione del procedimento. Senza dibattimento pubblico, e quindi senza la possibilità per cittadini e associazioni di costituirsi parti civili. Gli imputati patteggiano 23 mesi e settemila euro di multa, “col beneficio della sospensione condizionale” grazie anche alla “concessione dell’attenuante ravvedimento operoso”, dal momento che si impegnano concretamente alla messa in sicurezza, bonifica e ove possibile al ripristino dei luoghi. Intanto associazioni ambientaliste e comitati locali attraverso azioni legali e petizioni chiedono la salvaguardia della laguna di Santa Gilla, dei lavoratori e dei residenti di Macchiareddu.Trascorrono quattro anni. Senza alcuna bonifica, come accertato a febbraio 2023 dal Corpo forestale di vigilanza ambientale che informa la Procura della Repubblica di Cagliari, il Ministero dell’Ambiente, la Città metropolitana di Cagliari e i Comuni interessati. A settembre i tecnici della Città metropolitana di Cagliari rilevano che “nelle aree oggetto di sopralluogo il materiale sversato crea delle discontinuità morfologiche con innalzamento del piano di campagna apparentemente anche di qualche metro, mentre in altri casi si osservano veri e propri cumuli in affioramento”. Spiegando che “dall’esame visivo si riscontra che in nessuna delle aree risultano evidenti attività di rimozione dei materiali e attività di indagine di caratterizzazione delle matrici ambientali”.Trascorrono altri due anni. A marzo 2025, con un’ordinanza, il sindaco di Assemini Mario Puddu chiede alla Fluorsid e a tutti i proprietari e comproprietari delle aree “di provvedere con la massima urgenza e comunque non oltre il termine di 30 giorni, ad un intervento di rimozione dei rifiuti abbandonati e allo smaltimento e/o recupero degli stessi, al fine di ripristinare lo stato dei luoghi e le condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale del sito”.Rimane tutto fermo. Così il 30 dicembre il sindaco Puddu emana una nuova ordinanza, analoga nei contenuti a quella precedente. Ma in questo caso la Fluorsid ha 180 giorni per provvedere. A gennaio 2026, dopo che della questione si occupa la trasmissione televisiva Report, l’avvocato Carlo Sassi precisa che “nel 2019 d’intesa con la Procura della Repubblica l’azienda ha assunto l’impegno a realizzare un piano di investimenti industriali e ambientali per un valore complessivo previsto di 22 milioni di euro, che è stato integralmente mantenuto”. L’avvocato spiega che “il Piano, implementato da Fluorsid, non ha mai previsto interventi di bonifica di terreni nella zona industriale di Macchiareddu, ma esclusivamente opere all’interno dello stabilimento e in altre aree di sua proprietà”. La trattazione del merito fissata dal Tar al 24 giugno 2026 dovrebbe sancire la fine della questione. A quando la bonifica?L'articolo Sardegna, il Tar sospende l’ordinanza del Comune di Assemini per la bonifica dell’area industriale di Macchiareddu: nuova udienza a giugno proviene da Il Fatto Quotidiano.