Immaginate di poter evitare di interagire direttamente con colleghi, capi e sottoposti e di avere un’intelligenza artificiale modellata su voi stessi, allenata da voi, che possa farlo al posto vostro. Un incubo per alcuni, un’aspirazione per il patron di Meta, Mark Zuckerberg, che starebbe creando una versione di intelligenza artificiale in grado di interagire in tempo reale con i dipendenti al suo posto, con le sue fattezze tridimensionali e un elevato grado di realismo.Parlare meno, parlare artificialmenteLo ha raccontato oggi il Financial Times, basandosi sulle dichiarazioni di quattro insider, dopo una prima rivelazione del Wall Street Journal: il quotidiano parla di un “personaggio ispirato” a Zuckerberg. Il Ceo di Meta sarebbe attualmente e direttamente coinvolto nella “formazione e nel collaudo della sua intelligenza artificiale animata”, la starebbe quindi istruendo con discorsi, riflessioni sul futuro aziendale, modi di fare e tono da impiegare nelle comunicazioni con i dipendenti. L’addestramento rientra in un ampio progetto per sviluppare una “superintelligenza personale” e, più in generale, nella corsa aziendale per recuperare terreno nella competizione sullo sviluppo dell’AI con OpenAI e Google.A ben vedere, però, ha anche a che fare con il quadro dell’ottimizzazione interna (leggi tagli) sempre più spinta e difficile da negare. A ottobre, ad esempio, era stato annunciato il licenziamento di 600 dipendenti proprio nei Superintelligence Labs da parte dell’allora nuovo responsabile dell’intelligenza artificiale, Alexandr Wang, arrivato assieme a una massiccia – e dispendiosa – campagna acquisti di talenti specializzati nel settore.Più AI ma anche più licenziamenti: 15 mila nel 2026Wang, nel tentativo di rendere la sua unità più flessibile e reattiva, aveva infatti dichiarato in un promemoria interno: “Riducendo le dimensioni del nostro team, saranno necessarie meno conversazioni per prendere una decisione e ogni persona sarà più responsabile e avrà maggiore portata e impatto”. Ora, le conversazioni residue potrebbero avvenire addirittura per interposta personalità artificiale. Anche perché Meta starebbe spronando i suoi dipendenti a ricorrere il più possibile agli strumenti di intelligenza artificiale per svolgere il loro lavoro a fronte di dati poco rassicuranti. A fine marzo è stato prospettato (fonte Bloomberg) per il 2026 un round di 15 mila licenziamenti. Parallelamente, ci si aspetta investimenti per oltre 115 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale. Basti pensare che nell’ultimo mese, Zuckerberg ha prima acquisito Moltbook (il famoso social network per agenti di intelligenza artificiale che interagiscono tra loro) e poi la startup singaporiana Manus – e il suo super reattivo agent AI – per 2 miliardi di dollari.La corsa per recuperare terreno e l’AI focalizzata sulle “questioni sanitarie”La rincorsa di Meta a queste tecnologie è però iniziata circa tre anni fa, con il lancio – pur tra tante polemiche legate alla privacy – di Meta AI sia su Facebook sia su WhatsApp, ma anche con l’avvio di “AI Studio”, che consente agli utenti di generare i propri personaggi o di costruire versioni AI di sé stessi. Solo la settimana scorsa, però, la piattaforma si è dotata di Muse Spark, un piccolo modello chiuso “progettato appositamente” per essere utilizzato in tutti i suoi prodotti e che dovrebbe sanare la deludente performance delle diverse versioni del suo modello predecessore, Llama. Basta scorrere il post di Meta che descrive Muse Spark per notare due aspetti fondamentali: l’AI dovrebbe essere in grado di fornire risposte e contenuti raccogliendo informazioni da tutti i post condivisi dagli utenti delle sue piattaforme ma, soprattutto, si concentrerà sulle informazioni sanitarie. “La percezione multimodale è particolarmente preziosa in ambito sanitario – si legge –. Con Muse Spark, Meta AI è ora in grado di aiutarti a rispondere a domande sulla salute con informazioni più dettagliate, anche attraverso immagini e grafici”. Questo perché, spiega Meta, “la salute è uno dei motivi principali per cui le persone si rivolgono all’intelligenza artificiale”.L'articolo Zuckerberg vuole una sua versione elaborata con l’AI per interagire con i dipendenti (parte dei quali saranno licenziati) proviene da Il Fatto Quotidiano.