Israele colpisce il Libano, oltre 200 morti e ospedali pieni: «È strage di civili». Il racconto da Beirut: «L’inferno in pochi secondi» – I video

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Edifici residenziali in fiamme, auto carbonizzate e ospedali saturi. All’improvviso l’inferno è precipitato su Beirut. Poco dopo le 14 di mercoledì 8 aprile, Israele ha lanciato quella che ha definito «la più massiccia ondata di raid su Hezbollah», sganciando oltre 160 ordigni quasi simultaneamente su numerosi centri abitati del Libano, tra cui la capitale Beirut, Saida e Baalbek. Secondo il ministero della Sanità gli attacchi hanno provocato centinaia di morti e oltre mille feriti. «Una strage di civili», l’ha definita il premier libanese. Christopher Stokes, coordinatore delle emergenze di Medici senza Frontiere in Libano, parla di un attacco «su larga scala e del tutto inaccettabile», che ha colpito zone densamente popolate e costretto i team medici a gestire un flusso massiccio di feriti, molti dei quali bambini. «La situazione è caotica e i nostri team stanno inviando supporto ad altri ospedali nelle zone colpite», racconta Strokes. Una violenza esplosa in una giornata che fino a poche ore prima era segnata dal cessate il fuoco di due settimane, già in bilico, con l’Iran. Il presidente americano, Donald Trump, ha derubricato l’escalation a una «scaramuccia» che non ha nulla a che fare con il negoziato generale e ha deciso di inviare Jd Vance in Pakistan. Ma Teheran ha subito minacciato di non presentarsi ai colloqui e di richiudere lo stretto di Hormuz se l’Idf continuerà a colpire in Libano. La fragile impalcatura costruita dalla diplomazia rischia così di crollare.Le testimonianze dal LibanoEPA/WAEL HAMZEH | Beirut dopo l’attacco israelianoMentre il fragile dialogo prosegue, sono soprattutto i civili a pagare il prezzo più alto. Le testimonianze che arrivano dagli ospedali sono allarmanti. Dal pronto soccorso del Rafik Hariri di Beirut confermano l’emergenza. «Arrivano molti pazienti, tra cui bambini, con gravi emorragie e ferite da schegge. Finora ne abbiamo accolti almeno 40, alcuni dei quali hanno subito amputazioni multiple», racconta Safa Bleik, vice coordinatrice medica di Msf. I raid israeliani, condannati da Onu, Ue e anche dal governo italiano dopo l’attacco a un convoglio dell’Unifil, hanno colpito indiscriminatamente abitazioni, negozi, ristoranti, garage, caffè e luoghi di ritrovo, ma anche gruppi di sfollati sul lungomare e nei quartieri popolari come Musseitbe e Tellet el-Khayyat, fino alle zone più esclusive di Ayn et-Tine, dove si trova la residenza del presidente del Parlamento Nabih Berri. «È come un tiro al piccione, siamo intrappolati», racconta all’Ansa Rania, sopravvissuta insieme alla figlia. L’esplosione al porto di Beirut nel 2020 e gli attacchi del 2024Per chi vive in città, il paragone con l’esplosione al porto di Beirut del 2020 e con gli attacchi del 2024 contro Hezbollah è inevitabile. «Era da quel maledetto 4 agosto che non vedevamo una cosa simile», racconta Amer, infermiere all’ospedale Hariri. Paura, devastazione e vittime civili riportano alla memoria ferite mai rimarginate, ricordando ancora una volta come la guerra continui a colpire senza distinzione. E mentre la città prova a resistere, resta la sensazione che Beirut sia costretta, ancora, a rivivere il proprio incubo.April 8, 2026 April 8, 2026 L'articolo Israele colpisce il Libano, oltre 200 morti e ospedali pieni: «È strage di civili». Il racconto da Beirut: «L’inferno in pochi secondi» – I video proviene da Open.