Del Debbio critica Marina e Pier Silvio Berlusconi: “Non dovevano incontrare Tajani a Mediaset. Indebolito il segretario di Fi ma anche il pluralismo dell’azienda”

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Un articolo su La Verità, a tema fratelli Berlusconi e Tajani vergato da Paolo Del Debbio, conduttore Mediaset. Un inedito, pane per i denti dei retroscenisti della politica. Il punto è l’incontro avvenuto tra Marina e Pier Silvio Berlusconi e il segretario di Forza Italia Antonio Tajani nella sede del Biscione, a Cologno Monzese: quattro ore per ridisegnare il futuro politico del partito azzurro, nonché la testimonianza plastica di chi comanda davvero nel movimento. “Hanno diritto Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi di incontrare il segretario politico di Forza Italia, Antonio Tajani, per parlare di ciò che vogliono? Certamente e indiscutibilmente sì“. Inizia il giornalista e volto di Rete4.Poi: “Altrettanto possono incontrare il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio dei ministri per conferire con lui sui temi che desiderano. Altra cosa, però, è incontrare riservatamente un segretario politico e un ministro, convocarlo nella sede di Mediaset per discutere di strategie politiche riguardanti il partito di Forza Italia, fondato dal padre dei due convocanti e tenuto in piedi economicamente, come noto anche ai sassi, grazie alle fideiussioni volute dal padre e confermate dai figli”. Un’accusa diretta, dura, un inedito specie se proviene da un volto dell’azienda.Nel suo intervento, il conduttore di Dritto e Rovescio sottolinea come la questione riguardi soprattutto il ruolo istituzionale di Tajani: “È, infatti – scrive – almeno inopportuno convocare il segretario di un partito, sia pure fondato dal padre, ma che deve godere di un’ampia autonomia politica e, soprattutto, è profondamente sbagliato convocare questo signore quando ricopre un incarico istituzionale così fondamentale come quello di ministro degli Esteri. Se questo è vero, ancora di più sbagliato è convocarlo in questo momento in cui il ruolo dei ministri degli Esteri di tutti i Paesi europei va assumendo ormai da tempo un’importanza centrale data la situazione geopolitica internazionale. Questa convocazione indebolisce Antonio Tajani, sia sul fronte interno del partito, sia all’interno della coalizione di centrodestra, ma, ciò che è peggio, lo indebolisce oggettivamente a livello internazionale. Non è un caso che la notizia sia rimbalzata un pò ovunque”.Il giudizio è esplicito anche sulle responsabilità: “A mio parere ha sbagliato chi ha convocato Tajani e ha sbagliato Tajani a farsi convocare. – ribadisce Del Debbio – Queste cose si fanno riservatamente, molto riservatamente, con la consapevolezza che non è un bene che si sappia che questi incontri siano avvenuti. Si chiama, lo ripeto, opportunità politica. Tajani doveva pretendere e imporre la riservatezza dell’incontro. Non facendolo, ha fatto male a sé stesso e anche al suo ruolo. Anzi, ai ruoli che ricopre“.Nel racconto del giornalista c’è spazio anche per parlare di chi c’era nella sede del Biscione: “Le cronache raccontano che all’incontro fosse presente anche Gianni Letta, da sempre consigliere e partecipe attivo delle vicende della famiglia Berlusconi, politica compresa, e che evidentemente mantiene un ruolo di consigliere anche in questa fase di ricerca di un rinnovamento di Forza Italia e di un rilancio del partito. Inoltre, Letta è un libero cittadino, sposato e con figli ma con evidente vocazione cardinalizia. In altri tempi sarebbe stato davvero cardinale. Ma di fatto, se non di diritto, lo è già da tempo. Attenzione: cardinale silente e potente. Secreto. Ma le cronache ci dicono anche che era presente il dottor Danilo Pellegrino, amministratore delegato di Fininvest, la cassaforte di famiglia. Mi dicono essere persona molto competente oltreché perbene e dal tratto gentile. E di questo non dubito. Mi chiedo quale potesse essere il ruolo del dottor Pellegrino in questa riunione. Non risultandomi che sia un esperto di politica nazionale o di geopolitica e occupandosi di soldi, la risposta sta nel suo ruolo. E anche qui non ci sarebbe nulla di strano se la cosa non fosse stata resa pubblica e se non si fosse volta nella sede di Mediaset a Cologno Monzese. La stessa sede dove io svolgo il mio lavoro di giornalista e conduttore”.Un passaggio poi sul tema del pluralismo televisivo che i vertici Mediaset avrebbero provato a garantire con una ‘campagna acquisti’ che ha toccato volti di altre reti e giornalisti della carta stampata: “È inutile chiamare a condurre trasmissioni colleghi legittimamente di orientamento politico di centrosinistra, validi professionisti come Tommaso Labate e Bianca Berlinguer, per rendere più pluralista l’offerta di approfondimento politico di Mediaset, e poi convocare a Mediaset il capo di un partito che si sostiene di fatto grazie alla generosità della famiglia. Sono evidentemente fatti contraddittori tra di loro. Bona intentio contra factum”.Nella parte finale, Del Debbio rivendica il senso del suo intervento: “Scrivo queste cose perché, avendo dato un piccolo contributo alla nascita di questo partito, mi spiace assistere a queste scelte che butteranno discredito sul medesimo ben oltre le mie opinioni. Nelle redazioni dei miei programmi, due gruppi di lavoro eccellenti, la maggioranza non vota centrodestra né Forza Italia. Ma vota ogni giorno Mediaset con impegno, competenza e professionalità e anche spirito di sacrificio a favore di un conduttore un pò anarchico, mdel dea non di sinistra. In molti mi hanno chiesto: ‘E ora cosa succede? Godremo della stessa autonomia della quale abbiamo goduto fino ad ora?‘. Ho risposto di sì perché col padre prima e col figlio dopo ho sempre lavorato senza interferenze politiche e tutti i partiti, per loro esplicito riconoscimento, vi partecipano volentieri, a partire dai leader”.Immancabile il ricordo degli esordi, assunto da Fedele Confalonieri nel 1998 e gli anni successivi con Silvio Berlusconi. “Il mio articolo – scrive – è un atto di amicizia perché agli amici di deve dire sempre la verità di quello che si pensa. Magari sbagliando, ma con sincerità e trasparenza. Si vuole dare una mano a Forza Italia? Si facciano i congressi. Si lasci che cammini da sola. Si diano consigli, spunti e riflessioni. Si usi la Fondazione Berlusconi, in questo momento di inconsistenza mondiale del pensiero politico, economico e geopolitico. Si prendano i migliori cervelli e si elabori un piano di rinascita del Paese e gli spunti per un nuovo ordine mondiale ormai inesistente. Si elaborino riforme serie e profonde, a partire da quella fiscale. Questo sarà utile a tutta la politica italiana e internazionale. Più si vuole incidere nel concreto, più le idee e la elaborazione che le crea si rende indispensabile. Piedi per terra e intelligenze che spaziano nel cielo delle idee. Tutto il resto è teatrino”.L'articolo Del Debbio critica Marina e Pier Silvio Berlusconi: “Non dovevano incontrare Tajani a Mediaset. Indebolito il segretario di Fi ma anche il pluralismo dell’azienda” proviene da Il Fatto Quotidiano.