L’eterno secondo batte il marziano: Wout Van Aert re della Parigi-Roubaix delle forature, Pogacar beffato

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Una corsa folle, stupenda e ricca di colpi di scena. La Parigi Roubaix 2026 ha regalato emozioni indimenticabili e causato tantissime forature ai corridori. Tutti e cinque i favoriti hanno bucato almeno una volta e dal caos è emerso Wout Van Aert. La consacrazione per il belga, che tante, troppe volte aveva chiuso secondo in carriera è arrivata nel velodromo più famoso e iconico del ciclismo, dove finalmente si è preso la gloria battendo in volata Tadej Pogacar al termine di un duello che rimarrà nella leggenda.Entrambi hanno forato due volte sul pavé, per poi rientrare sui primi praticamente in solitaria. Assieme hanno fatto la differenza rispetto ai rivali e, infine, a gioire è stato Van Aert, che conquista la prima Parigi Roubaix all’ottavo tentativo. E come nella tappa finale del Tour de France 2025 a farne le spese è stato Pogacar.Lo sloveno ha fatto tutto il possibile per staccare l’avversario, ma non ci è riuscito e vede svanire il sogno di vincere tutte e cinque le classiche Monumento nello stesso anno. Dopo i trionfi alla Milano Sanremo e al Giro delle Fiandre, oggi si è dovuto accontentare del secondo posto. Il grande sconfitto, però, è Mathieu Van der Poel, tricampione uscente, tagliato fuori dalla sfortuna sulla Foresta di Arenberg, dove per una foratura ha perso 2 minuti e ha visto infrangersi la possibilità di conquistare il poker consecutivo e raggiungere il record di vittorie alla Parigi Roubaix. L’olandese, con un incredibile rimonta, ha comunque chiuso quarto a 15”, alle spalle di Jasper Stuyven, terzo, con quinto Christophe Laporte e settimo Mads Pedersen.Con questo trionfo Van Aert interrompe la striscia di 11 classiche consecutive vinte da Pogacar o Van der Poel e conquista il suo secondo sigillo nelle corse Monumento, dopo la Milano Sanremo 2020. Ma questa vittoria lo ripaga di tante sfortune avute in passato e diversi podi tra Fiandre e Roubaix che mai era riuscito a concretizzare in un trionfo. Niente da fare, invece, per Filippo Ganna, anche lui vittima di due forature e una caduta quando si trovava prima nel gruppo di testa e poi in quello subito dietro. L’azzurro si è piazzato 25esimo a 7’32”.Il primo imprevisto di giornata è arrivato a 120km dal traguardo, nel tratto in pavé di Quérénaing à Maing, quando Pogacar ha forato ed è stato costretto a prendere una bici del cambio ruota neutro, quindi non della sua misura, siccome l’ammiraglia della UAE Emirates era attardata. Lo sloveno qualche chilometro dopo ha ripreso la sua bici scivolando, però, a 1 minuto dal gruppo di testa con Van der Poel, Van Aert, Pedersen e Ganna. Gap che è riuscito a colmare all’imbocco della Foresta di Arenberg, spendendo molte energie e sacrificando quasi tutti i compagni di squadra.Nel settore di pavé più iconico della Regina delle classiche a bucare è stato Van der Poel, che ha perso 2 minuti e ha dovuto dire addio ha le chance di vittoria. Nel frattempo, davanti si è formato un gruppo di sette corridori, tra cui Pogacar, Van Aert e Pedersen, mentre Ganna dopo essere inizialmente rientrato è stato vittima di una foratura. Ai meno 70 hanno bucato prima Pogacar e poi Van Aert, entrambi per la seconda volta, in una corsa segnata come mai dagli imprevisti. Sia lo sloveno sia il belga sono rientrati poco dopo e proprio Van Aert, nel settore di Auchy, ai meno 54, ha attaccato portandosi dietro Pogacar; mentre dietro Van der Poel con una rimonta incredibile durata 50km è risalito a 30” dalla coppia di testa riprendendo tutti gli altri.Quella distanza è rimasta tale fino alla fine, con Pogacar che non è riuscito a staccare Van Aert né su Mons-en-Pevèle né sul Carrefour de l’Arbre. A quel punto il velodromo di Roubaix ha deciso la contesa e ha consacrato per la prima volta Van Aert nel tripudio del pubblico. Il Belgio torna a vincere la Parigi Roubaix a distanza di sette anni (2019) dal successo di Philippe Gilbert.L'articolo L’eterno secondo batte il marziano: Wout Van Aert re della Parigi-Roubaix delle forature, Pogacar beffato proviene da Il Fatto Quotidiano.