di Francesca PelizzoniSe parliamo di psicologi pensiamo tutti all’ascolto, all’empatia e alla cura della salute mentale, ma da psicologa vi posso dire che tra colleghi non funziona sempre così. La categoria rispecchia la società e attualmente è in corso un movimento da parte di un organo elettivo che sta proponendo una riforma previdenziale nel chiuso delle stanze Enpap.L’Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Psicologi ha eletto la sua nuova rappresentanza nel marzo 2025 e rappresenta una categoria professionale eccessivamente numerosa, economicamente fragile, in larga parte libero professionale e in maggioranza femminile con un gender gap retributivo di circa il 30%. L’Ente saluta la presidenza decennale di Felice Torricelli e accoglie la nuova presidenza di Federico Conte, il quale nel comunicato stampa dopo la sua nomina nel maggio 2025 dichiara: “Implementare ulteriormente il rendimento dei nostri investimenti e incentivare il risparmio previdenziale sono gli unici modi per vincere la sfida principale di ogni istituto di previdenza: garantire pensioni appropriate e dignitose”. Quindi non ci si aspetta certo, da queste parole, che l’intento sia di obbligare all’aumento del “risparmio previdenziale”. E invece no, si lavora alacremente a tutti i livelli per arrivare all’obbligo di aumento della contribuzione senza che nessuna informazione circoli.Ma come ho fatto a sapere della questione? Il collega Mauro Grimoldi, consigliere Enpap, ha reso pubblica la discussione che sarebbe arrivata a una delibera il 23 aprile senza coinvolgimento della categoria professionale. Su Facebook, nei suoi post, Grimoldi dichiara prima di aver lasciato il suo gruppo Altra Psicologia e qualche giorno dopo pubblica uno stralcio del verbale nel quale la notizia è contenuta.Sconcertata e anche un po’ incredula, mi sono interessata alla questione e da quel momento è nata una impressionante presentazione paternalista dal resto dei consiglieri, 49 persone che portano una versione unica indiscutibile e che dall’alto del loro scranno comunicano a tutta la categoria che devono pagare. Si parla di un’emergenza, di ministeri che ce lo chiedono, di ignoranza finanziaria e previdenziale della categoria, di fake news, degli occhiali bianchi di Grimoldi. E da qualche giorno è partita un’esplosione di webinar da parte di consiglieri, di post, di video, fino al lancio il 14 aprile di “A tu per tu con ENPAP: focus, domande e risposte su assistenza e previdenza” nel quale si scomodano presidente e vicepresidentessa. Eventi mai visti prima, ma che fanno pensare ad un correre ai ripari alla fuga di notizie.Ora, certamente questa è una piccola notizia che riguarda una piccola categoria di persone, ma qualcosa mi fa avvertire una certa similitudine con la riforma della giustizia da poco, fortunatamente bocciata. Colleghi ad alto reddito, quindi probabilmente nemmeno coinvolti dalla riforma (esiste un massimale per i redditi altri), obbligheranno colleghi, che arrivano a malapena alla fine del mese, a pagare quasi il doppio dei contributi per un forse aumento futuro della propria pensione tra 20 o 30 anni, delta che sarà ridotto a niente dalla tassazione ordinaria. Nessuna possibilità di discussione.La domanda che mi frulla in testa è perché si è agito in questo modo? Perché questa opacità? Chi ci guadagna da questa riforma?Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.L'articolo Psicologi contro psicologi: perché obbligare una categoria fragile a versare il doppio dei contributi? proviene da Il Fatto Quotidiano.