Ungheria, buone notizie per i conservatori

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La sconfitta di Viktor Orbàn alle elezioni ungheresi non è una brutta notizia per i liberali e i conservatori. Primo perché dopo sedici anni di potere ininterrotto la democrazia ungherese era sull’orlo di diventare tossica; secondo perché la deriva nazionalista di Orbàn aveva superato il livello di guardia ed era diventata un problema sia per l’Unione europea che per le destre liberali, compresa quella italiana.Anche se, va detto con chiarezza, il fatto che in Ungheria si siano svolte libere elezioni il cui risultato è stato accettato senza il minimo tentennamento significa che il “terribile” Orbán evidentemente non era poi così terribile come dipinto dalle sinistre europee.Sinistre che – e qui arriviamo al punto – non solo non hanno vinto alcunché, ma stanno in queste ore applaudendo a un delfino del premier uscente. Il vincitore, Péter Magyar, è infatti l’ex braccio destro di Orbán – la sua ex moglie è stata più volte suo ministro – da cui si è separato per portarsi su posizioni europeiste e soprattutto meno filo-putiniane.Insomma, si è trattato di un sano e democratico parricidio, non di un ribaltone. E c’è da augurarsi che il nuovo primo ministro mantenga le promesse di essere più illuminato e moderato del suo ex capo. Mai come ora serve rafforzare l’asse dei conservatori che hanno a cuore la compattezza e il destino dell’Europa.Alessandro Sallusti, 13 aprile 2026L'articolo Ungheria, buone notizie per i conservatori proviene da Nicolaporro.it.