Papa Leone XIV: “Ora drammatica della storia. La pace regni in tutto il mondo”

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Papa Leone XIV accoglie con gioia le migliaia di fedeli che si sono radunate a piazza San Pietro raccogliendo il suo appello a pregare per la pace. “Grazie per la vostra presenza e per aver voluto rispondere a questa chiamata, a questo invito a unirci tutti con la nostra voce, con i nostri cuori, con la nostra vita, a pregare per la pace”, ha esordito il pontefice. “La pace ce l’abbiamo tutti nei nostri cuori. Che la pace davvero regni in tutto il mondo, siamo noi portatori di questo messaggio. In questi giorni dell’ottava di Pasqua noi crediamo profondamente nella presenza di Gesù risorto fra noi. Adesso, uniti nella preghiera del santo rosario, vogliamo dire a tutto il mondo che è possibile costruire la pace, una pace nuova, che è possibile vivere insieme con tutti i popoli di tutte le religioni e di tutte le razze, che noi vogliamo essere discepoli di Gesù uniti come fratelli e sorelle in un mondo di pace”.L’appello di papa Leone ha descritto che cosa rappresenta il conflitto. “La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l’amore solleva. L’idolatria acceca, il Dio vivente illumina. Basta un poco di fede per affrontare insieme, come umanità e con umanità, quest’ora drammatica della storia“, ha affermato il pontefice. “La preghiera non è un rifugio per sottrarci alle nostre responsabilità, ma è la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte: siamo un popolo che già risorge! Alziamo allora lo sguardo, rialziamoci dalle macerie. Niente ci può chiudere in un destino già scritto, nemmeno in questo mondo in cui sembrano non bastare i sepolcri, perché si continua a crocifiggere, ad annientare la vita, senza diritto e senza pietà”.“Il delirio di onnipotenza si fa sempre più imprevedibile e aggressivo““La preghiera ci educa ad agire. Le limitate possibilità umane si congiungono nella preghiera alle infinite possibilità di Dio. Pensieri, parole e opere infrangono, allora, la demoniaca catena del male e si mettono a servizio del Regno di Dio: un Regno in cui non c’è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono. Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo“. Così papa Leone XIV nella basilica di San Pietro durante la veglia di preghiera per la pace. “Gli equilibri nella famiglia umana sono gravemente destabilizzati. Viene trascinato nei discorsi di morte persino il nome santo di Dio, il Dio della vita. Scompare allora un mondo di fratelli e sorelle con un solo Padre nei cieli e, come in un incubo notturno, la realtà si popola di nemici. Ovunque – ha aggiunto il pontefice – si avvertono minacce, invece di chiamate all’ascolto e all’incontro. Fratelli e sorelle, chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo, cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio”.Il pontefice: “Basta con la guerra, basta con l’idolatria del denaro e l’esibizione di forza”“Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra! La vera forza si manifesta nel servire la vita. Uniamo, dunque, le energie morali e spirituali di milioni, miliardi di uomini e donne, di anziani e di giovani che oggi credono nella pace, che oggi scelgono la pace, che curano le ferite e riparano i danni lasciati della follia della guerra. Ricevo tante lettere di bambini dalle zone di conflitto: leggendole si percepisce, con la verità dell’innocenza, tutto l’orrore e la disumanità di azioni che alcuni adulti vantano con orgoglio. Ascoltiamo la voce dei bambini”, ha chiesto papa Leone.Il richiamo ai potenti del mondo: “Governanti delle nazioni fermatevi, è il tempo della pace““Vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle nazioni. A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte“, ha esortato papa Leone, sottolineando che “vi è però, non meno grande, la responsabilità di tutti noi, uomini e donne di tanti Paesi diversi: un’immensa moltitudine che ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole. La preghiera ci impegna a convertire ciò che resta di violento nei nostri cuori e nelle nostre menti: convertiamoci a un regno di pace che si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica. Formiamoci e giochiamoci in prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace”.Questo articolo Papa Leone XIV: “Ora drammatica della storia. 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