L’appello di Papa Leone ai potenti: “Fermatevi. No all’esibizione della forza e al riarmo. Anche Dio trascinato in discorsi di morte”

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Cita papa Francesco. Chiede ai potenti di tutto il mondo, che hanno “inderogabili responsabilità“, di fermarsi, di fermare i conflitti, di lasciare campo aperto alla pace. Di non strumentalizzare il nome di Dio. Di smetterla con “l’idolatria di se stessi e del denaro“, con “l’esibizione della forza“. “A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte!”. Papa Leone XIV parla da San Pietro, nel giorno in cui a Islamabad sono stati avviati i colloqui tra Usa e Iran per il cessate il fuoco e mentre tra Russia e Ucraina sono scattate 32 ore di tregua in occasione della Pasqua ortodossa. Un appello accorato quello di Prevost, che già sul sagrato di Piazza San Pietro, poco prima della speciale veglia per la pace che ha indetto e celebrato, era comparso a sorpresa per “dire a tutto il mondo che è possibile costruire la pace, una pace nuova”. “’Oggi più che mai, occorre mostrare che la pace non è un’utopia”, ha detto presidiando la veglia. “Come ci ha insegnato Papa Francesco, ‘c’è bisogno di artigiani di pace disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia’”.“Basta con l’idolatria di se stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!”, ha continuato il Pontefice. “La vera forza – ha aggiunto – si manifesta nel servire la vita. Uniamo, dunque, le energie morali e spirituali di milioni, miliardi di uomini e donne, di anziani e di giovani che oggi credono nella pace, che oggi scelgono la pace, che curano le ferite e riparano i danni lasciati della follia della guerra. Ricevo tante lettere di bambini dalle zone di conflitto: leggendole si percepisce, con la verità dell’innocenza, tutto l’orrore e la disumanità di azioni che alcuni adulti vantano con orgoglio. Ascoltiamo la voce dei bambini!”.Papa Leone ha poi insistito sulla necessità di arginare “quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo”, invitando alla preghiera, che “ci educa ad agire. Le limitate possibilità umane si congiungono nella preghiera alle infinite possibilità di Dio. Pensieri, parole e opere infrangono, allora, la demoniaca catena del male e si mettono a servizio del Regno di Dio: un Regno in cui non c’è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono”, dice Leone. E chiede anche il coinvolgimento e la “responsabilità” dell'”immensa moltitudine che ripudia la guerra”, di farlo “coi fatti, non solo a parole. La preghiera – ha continuato – ci impegna a convertire ciò che resta di violento nei nostri cuori e nelle nostre menti: convertiamoci a un Regno di pace che si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica. Formiamoci e giochiamoci in prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace”.“Chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente”, ha continuato. “Viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, il Dio della vita. Scompare allora un mondo di fratelli e sorelle con un solo Padre nei cieli e, come in un incubo notturno, la realtà si popola di nemici. Ovunque si avvertono minacce, invece di chiamate all’ascolto e all’incontro”. “La vera forza – dice Leone – si manifesta nel servire la vita. San Giovanni XXIII, con semplicità evangelica, scrisse: ‘Dalla pace tutti traggono vantaggi: individui, famiglie, popoli, l’intera famiglia umanà. E ripetendo le parole lapidarie di Pio XII aggiungeva: ‘Nulla è perduto con la pace. Tutto può essere perduto con la guerrà”.L'articolo L’appello di Papa Leone ai potenti: “Fermatevi. No all’esibizione della forza e al riarmo. Anche Dio trascinato in discorsi di morte” proviene da Il Fatto Quotidiano.