Il titolo di Leonardo spa nell’ultimo anno è cresciuto del 33,09% in borsa. L’intervallo preso a riferimento è 7 aprile 2025- 7 aprile 2026 per escludere i giorni in cui si è diffusa la notizia della mancata conferma del capo azienda, Roberto Cingolani. Il risultato è certamente buono, ma nello stesso periodo l’indice Stoxx Europe target defence è salito del 47,92%. Fra i dieci principali titoli che compongono quell’indice nel periodo Leonardo è al sesto posto per crescita di valore. Hanno fatto meglio il gruppo aerospaziale turco (+223,72%), i britannici di Babcock international (+91,77%), e di Rolls Royce holding (+79,59%) e anche gli svedesi di Saab AB (+47,61%) e i britannici di Bae Systems (+40,54%). Nei due anni precedenti invece Cingolani con Leonardo ha battuto l’indice dei titoli europei del settore difesa del 47,92% e in quella classifica dei dieci titoli più rappresentativi è risultato al secondo posto dietro i tedeschi di Rheinmetall. Secondo quanto risulta ad Open da fonti che hanno preparato il dossier delle nomine a Leonardo, la sostituzione di Cingolani ha a che vedere proprio con questi numeri e con la doppia performance.Giorgia Meloni continua ad apprezzare un «visionario» come Roberto CingolaniNessuno all’interno del governo e tanto meno la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha una opinione negativa di Cingolani, e tanto meno secondo queste fonti che hanno curato il dossier Leonardo, ci sarebbero stati screzi sulle strategie del manager. Viene negato risolutamente anche un contrasto sul progetto di cyberscudo anti-drone e anti-missile, Michelangelo Dome. Smentito dalle stesse fonti anche l’episodio raccontato in molti retroscena sulla Meloni messa in imbarazzo per avere annunciato in un vertice internazionale la prossima operatività dello scudo, fra risolini francesi e tedeschi. Questo episodio – dicono – «è totalmente inventato». Anzi, secondo le stesse fonti per la Meloni il Michelangelo Dome sarebbe «un’ottima idea», anche se ancora lontana dalla sua realizzazione.Ma la missione di Leonardo è cambiata con il ReArm EuropeFu proprio la Meloni invece a scegliere nel 2023 Cingolani, ed oggi come allora non ha cambiato il suo giudizio molto positivo sul manager. All’epoca preferì lui a Lorenzo Mariani che veniva proposto dalla Difesa, perché secondo le stesse fonti, aveva bisogno per Leonardo di «un manager visionario», in grado di dare una grande spinta tecnologica e innovativa al gruppo, che su quel piano era un pizzico indietro ai concorrenti. E Cingolani questa missione ha davvero eseguito nel migliore dei modi. Nell’ultimo anno invece la missione per Leonardo è sempre più cambiata, e le esigenze sono diventate diverse. C’entra in qualche modo Donald Trump, ma non per ragioni di simpatia o antipatia. Per ragioni geopolitiche.Lorenzo mariani, amministratore delegato di LeonardoLe ragioni della scelta di Mariani: mettere a terra rapidamente il piano industrialeÈ stata sicuramente l’America di Trump a mettere le ali al piano ReArm Europe lanciato dalla presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen. Ma quel piano ormai c’è e i tempi di realizzazione sono piuttosto stretti. L’esigenza della Meloni, secondo le fonti vicine al dossier Leonardo, è diventata quella di «mettere a terra» le idee visionarie di Cingolani, facendo correre il piano industriale dell’azienda. Per questa missione è sembrato più utile un manager come Mariani che ha vissuto una vita fra fabbriche di sistemi militari e contratti internazionali della Difesa. E questa sarebbe la vera ragione del cambio a Leonardo.I 10 titoli più importanti dell’indice «Stoxx Europe Target Defence»L'articolo Per due anni il titolo Leonardo è stato da record in borsa, nell’ultimo anno no. Ecco i numeri veri e le esigenze di ReArm Ue che hanno convinto Giorgia Meloni a cambiare Roberto Cingolani proviene da Open.