Il 90% del nettare dei fiori contiene etanolo

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Sappiamo da tempo che diverse specie ingeriscono regolarmente quantità più o meno elevate di alcol sottoforma di nettare o frutti fermentati. Ora uno studio pubblicato su Royal Society Open Science ha analizzato le quantità di etanolo presenti in 29 diverse specie di piante, rilevandone la presenza in 26 di esse. In alcuni casi si tratta di quantità minime, probabilmente prodotto dagli zuccheri fermentati da lieviti e microrganismi.. Un bicchiere di vino al giorno. Il nettare è la fonte di energia primaria per molte specie di uccelli. I colibrì, ad esempio, ingeriscono giornalmente tra il 50 e il 150% del loro peso in nettare. Il colibrì di Anna (Calypte anna), che vive principalmente sulla costa del Pacifico, consuma ogni giorno circa 0,2 grammi di etanolo per chilo di peso, una quantità paragonabile a un bicchiere di vino o una lattina di birra per un essere umano. I ricercatori ipotizzano che queste tracce di alcol fungano da segnale olfattivo per gli impollinatori, e sottolineano la necessità di ulteriori studi per capirne le implicazioni evolutive e fisiologiche.. Ubriachi? Uccelli e api consumano etanolo gradualmente nel corso della giornata e non mostrano segni evidenti di intossicazione. I colibrì, in particolare, metabolizzano tutto così velocemente da non lasciare presumibilmente accumuli di alcol nel sangue. Gli scienziati, tuttavia, non escludono che l'etanolo possa avere sul comportamento effetti simili a quelli di altre sostanze presenti nel nettare, come nicotina e caffeina. «Lo bruciano così velocemente che probabilmente non subiscono effetti inebrianti, ma potrebbe avere altre conseguenze sul loro comportamento», commenta Robert Dudley, uno degli autori.. Alcol metabolizzato. Un esperimento condotto qualche anno fa aveva mostrato che i colibrì sono sostanzialmente indifferenti a concentrazioni alcoliche fino all'1%, mentre riducono della metà l'assunzione di nettare quando la concentrazione sale al 2%. Un altro studio aveva individuato nelle piume di alcuni volatili, tra cui il colibrì, la presenza di etil glucuronide, un metabolita dell'etanolo. A dimostrazione che l'alcol non viene solo ingerito, ma anche elaborato dall'organismo in modo simile ai mammiferi. Ammon Corl, uno degli autori della nuova ricerca, conclude sottolineando come questi studi dimostrino che l'etanolo è molto più diffuso nel nettare di quanto si pensasse, e che viene ingerito e metabolizzato attivamente dagli uccelli..