La classifica è una signora curiosa che d’affaccia sul lago, forse chiedendo alla sera domenicale ciò che s’aspettava dai pomeriggi di ieri e di oggi. Succede tanto e altrettanto, anzi di più, viene ribaltato in un fazzoletto di minuti, come se il Como della prima mezz’ora, bello come Dorian Gray senza una ruga, fosse poi salito in soffitta a rimirare il proprio ritratto e ci avesse visto i denti digrignati di Marcus Thuram, mai così famelico e l’occhio spiritato di Dumfries: due più due fa sempre quattro, pure quando si parte da meno due e, diciamolo, quando l’inizio degli avversari avrebbe abbattuto un bisonte.Il Como anche dopo la doccia gelida della rimonta che gli uomini di Chivu completano e arrotondano, continua a essere bello e piacevole; il fatto è che chi non impara dai propri errori continua a offrire all’avversario quella versione di sé della quale prima o poi qualcuno approfitterà. Questione di interpreti, senza dubbio, ma anche di interpretazioni, in chiave tattica.Minuto 88: dopo revisione al VAR, arriva il rigore per l’Inter, anche se l’immagine dice che è Nico Paz a scalciare Bonny non potendo frenare la propria inerzia. Da Cunha gol e finale pieno di vibrazioni. Spinte. Provocazioni. Spezie che arricchiscono alla fine la sudata vittoria interista.Balconata nerazzurra con veduta tricolore, al termine di una gara in cui le due panchine si sono lanciate più accuse reciproche di due correnti del centrosinistra.Sul tabellino resta scolpito un 3 – 4 che per l’Inter significa vittoria di una squadra “ritornante”: la miglior versione di Barella, Thuram, Dumfries sopperisce con coralità alla nuova assenza di Lautaro.Paolo MarcacciThe post Como – Inter: CHIVUol esser lieto sia ▷ Lo Scatto appeared first on Radio Radio.