di Guido Keller – Si profila una svolta politica di portata storica in Ungheria. Con circa il 60% delle schede già scrutinate, il partito Tisza, guidato dall’oppositore Peter Magyar, risulta nettamente in testa e potrebbe ottenere una maggioranza dei due terzi in Parlamento. I dati, diffusi dalla Commissione elettorale nazionale e ancora in aggiornamento, indicano un vantaggio significativo sulla formazione di governo Fidesz, guidata dal primo ministro uscente Viktor Orbán, al potere da 16 anni. La giornata elettorale è stata caratterizzata da un’affluenza record, segno di una partecipazione popolare particolarmente elevata. Le operazioni di voto si sono svolte senza exit poll, come previsto dal sistema ungherese, e alcuni seggi sono rimasti aperti oltre l’orario stabilito per consentire a tutti gli elettori in coda alle 19:00 di esprimere il proprio voto. In serata è arrivata l’ammissione di sconfitta da parte di Orbán. “Il risultato delle elezioni è chiaro e doloroso”, ha dichiarato il premier uscente in un discorso rivolto ai suoi sostenitori, riconoscendo di fatto il successo dell’opposizione. Il risultato, se confermato, segnerebbe la fine di un lungo ciclo politico e aprirebbe una nuova fase per il Paese, con il partito Tisza pronto a giocare un ruolo centrale nella futura governance dell’Ungheria.