di Gianluca Vivacqua – Faremo tornare l’Iran “all’età della pietra”. Anzi, no: lo prenderemo per mano verso una nuova età dell’oro. E ancora: i Pasdaran subiranno conseguenze devastanti se non riapriranno lo stretto di Hormuz alla scadenza dell’ultimatum terminativo. Ma perché, poi? Meglio prorogare la scadenza e andare a un accordo, anzi a un pre-accordo per avviare i negoziati (e pazienza se lo Stretto continua a essere sigillato). L’apocalisse di Trump è dentro di lui, non ci sono dubbi: ma intanto si è aperto un nuovo pericolosissimo fronte della guerra mondiale a pezzi. Nello stile pienamente trumpiano: non c’è infatti la perseveranza distruttiva del Putin che, per natura, tende a “cecenizzare” i conflitti, né la ferocia metodica israeliana volta a vendicare fino all’ultimo uomo. Qui c’è un mordi e fuggi che alterna provocazioni belliche portate sempre un po’ oltre la soglia e repentine marce indietro. Ma in mezzo c’è l’Iran, un Paese antico, misterioso e con poteri antichi e misteriosi. C’è un regime che domina un Paese sterminato e difficilmente si fa sterminare, a dispetto dei proclami di Trump. Una terra, e un regime, che conosce bene il prof. Meir Litvak, direttore del Dipartimento di Storia del Medio Oriente e dell’Africa presso l’Università di Tel Aviv. Con il suo aiuto, a poche ore dal naufragio dei colloqui negoziali di Islamabad tra i rappresentanti dell’ayatollah e quelli della Casa Bianca, la Grande Canaglia da una parte e il Grande Satana dall’altra, cerchiamo di ragionare sugli sviluppi, nel medio e lungo periodo, della guerra persiana di Trump. Che la combatte avendo al fianco Israele.– Professore, dopo Ali Khamenei, lei crede che Mojtaba sia un successore sarà un successore di lunga durata o si prepara una fase completamente nuova nel regime iraniano?“È troppo presto per dirlo, perché non conosciamo le sue condizioni. Quanto gravemente è stato ferito? È ancora in grado di svolgere le sue funzioni? Si possono dire due cose contraddittorie: è stato promosso dalle Guardie Rivoluzionarie, ed è troppo presto per dire se sarà semplicemente asservito a loro o se agirà come loro burattino. Allo stesso tempo, dobbiamo ricordare che quando suo padre fu nominato leader, era anch’egli debole e all’ombra di Rafsanjani, ma riuscì lentamente e sistematicamente a costruire la propria base di potere e a diventare un leader influente. Mojtaba potrebbe seguire lo stesso percorso. In ogni caso, se è vivo e in buona salute, probabilmente rimarrà in carica a lungo, perché un leader debole è preferibile a chi detiene il potere reale e un leader forte consolida il proprio controllo. Rimuoverlo sarebbe dannoso per la già fragile legittimità del regime”.– Perché, a suo parere, Trump non cerca più il rovesciamento del regime e la restaurazione dello scià, ma preferisce raggiungere un accordo con gli ayatollah? Quanto è effettivamente gradita la memoria dello Scià in Iran?“Trump ha abbandonato l’idea di rovesciare il regime perché quest’ultimo si è dimostrato più resiliente di quanto si aspettasse. Non è mai stato un governo guidato da un solo uomo e può funzionare anche senza una guida suprema. Poiché la prosecuzione della guerra si stava rivelando dannosa per l’economia americana, Trump voleva porvi fine e ha lanciato un ultimatum per ottenere un accordo di cessate-il-fuoco. Per quanto riguarda la memoria dello scià, probabilmente c’è un po’ di nostalgia, dato che la situazione sotto la Repubblica Islamica è di gran lunga peggiore di quella che c’era sotto lo scià. Ma credo che molti giovani abbiano scandito lo slogan “Lunga vita allo scià (Javid Shah)” più per sfida contro la Repubblica Islamica che per un autentico desiderio di rivedere la monarchia in Iran”.– Le minacce iraniane di dure rappresaglie contro gli Stati Uniti per i sempre più devastanti attacchi alle città e alle infrastrutture iraniane sono davvero motivo di timore?“Gli americani temevano una rappresaglia massiccia contro gli sceiccati del Golfo Persico, che avrebbe avuto un impatto enorme sull’economia mondiale. Non credo che temessero una rappresaglia iraniana contro di loro”.– Quanto è promettente la tregua di 15 giorni in corso tra Iran e Stati Uniti?“Credo che la tregua verrà prorogata, perché nessuna delle due parti vuole riprendere una guerra totale. Non so se riusciranno a raggiungere un accordo completo o solo delle vaghe dichiarazioni, ma scommetterei che la tregua reggerà e verrà prorogata, forse anche più volte”.