Non aveva falsificato nessun documento S.B. per ricevere il Reddito di cittadinanza. Certo lui era in carcere e riceveva il sussidio regolarmente. Ma per il giudice di Savona la colpa era tutta del Caf. Come raccontano le edizioni savonesi del Secolo XIX e Stampa, è passata la linea dell’avvocato Paolo Brin, secondo cui il suo assistito non aveva mai mentito. Aveva anche fornito la documentazione carceraria, che attestava chiaramente che si trovava dietro le sbarre. Eppure il Reddito di cittadinanza gli è arrivato lo stesso, perché secondo il giudice chi ha compilato la domanda al Caf non ha fatto le verifiche necessarie.Com’è scoppiato il caso: perché ha fatto domandaDopo l’accettazione della domanda, S.B. aveva incassato il sussidio per alcuni mesi, per un totale di poco meno di quattromila euro. Solo dopo, con i controlli incrociati condotti da Inps e Guardia di finanza, era emersa la sua condizione di detenuto al momento della richiesta. A quel punto S.B. si è visto bloccare l’assegno e ha ricevuto la richiesta di restituzione delle somme percepite. Senza dimenticare l’avviso del nuovo procedimento penale a suo carico. Ed è in aula che S.B. ha ammesso candidamente per quale motivo ha fatto domanda, pur essendo in carcere: «Molti altri nella mia stessa situazione l’avevano fatta e così ho provato a presentarla anche io».Il documento di identità del carcere perché era senza carta di identitàLa vicenda sarebbe iniziata durante un permesso premio, quando S.B., all’epoca recluso nel carcere di Ivrea, era rientrato temporaneamente a Cairo Montenotte, dove viveva. Si era rivolto a un Caf per richiedere il Reddito di cittadinanza, con il supporto della compagna, che lavorava come badante con uno stipendio di circa 900 euro mensili. La legge vigente all’epoca ovviamente escludeva l’accesso al beneficio per chi si trovasse in stato di detenzione. Bastava quella condizione per bloccare la pratica sul nascere. Il Caf, invece, aveva accettato e trasmesso la domanda nonostante l’uomo si fosse presentato allo sportello con il documento rilasciato dall’istituto penitenziario in sostituzione della carta d’identità.L'articolo Era in cella e prendeva il Reddito di cittadinanza, assolto. Il caso a Savona del detenuto “onesto”: «Lo sapevano» proviene da Open.