“America go away! Come difendersi dal potere che sta travolgendo il mondo”: il libro che smonta Trump tra gaffe, ossessioni e attacchi alla democrazia

Wait 5 sec.

È uscito la settimana scorsa, e da allora è stato già ristampato due volte, l’ultimo libro della giornalista Sara Lucaroni, “America go away! Come difendersi dal potere che sta travolgendo il mondo” (Compagnia editoriale Aliberti). Un pungente pamphlet che inanella, una dopo l’altra, le gaffe dell’inquilino della Casa Bianca, le manie, le psicosi, gli attacchi alla democrazia e alle libertà. La brutalità dell’ICE, le aggressioni al Venezuela e all’Iran, il caso Epstein, Gaza, il movimento MAGA: una sequela di facce e fatti che ci restituisce un’America che fatichiamo a riconoscere, dalla quale oggi è quasi impossibile non prendere le distanze, anche fra chi ha sostenuto il presidente Trump fino a qualche mese fa, quando ambiva al Nobel per la Pace.Un’America che oggi è ben rappresentata dalla copertina illustrata da Alessio Vitelli, la cui Statua della Libertà impugna una pistola fumante, sotto un cielo costellato di bombe: niente di più lontano dall’american dream cui la vecchia Europa, Italia in primis, si è aggrappata dopo il 1945, quando i venti di guerra erano al di qua dell’oceano. Questo libro, dunque, prova a spiegare e ad analizzare cosa è successo finora, per aiutarci a sopravvivere alla fine del “sogno americano” e, soprattutto, a immaginare come uscirne illesi e democratici.Pubblichiamo, per gentile concessione dell’editore, il primo capitolo del libro: “Trumpo”.È tutto vero. Non è un film con Leslie Nielsen che fa il presidente svampito, una parodia di Mel Brooks o un personaggio della Marvel, tipo l’ultimo cattivo di Batman.L’uomo a capo del Paese che per ottant’anni si è imposto come il più potente del mondo, il leader con la valigetta di cuoio coi codici nucleari, è un opaco immobiliarista miliardario ottantenne in pieno delirio di onnipotenza; che ha provato a ribaltare un’elezione persa aizzando uomini con le corna di bisonte; fatto rapire mentre dormiva, con una scusa, il presidente di un altro Paese; amico di un pedofilo; quattromila procedimenti giudiziari (al 92 per cento vinti); che odia i poveri, i migranti e le donne e che incarna il potere nella sua accezione più arrogante e cinica, fino alla ridicolaggine.Il Canada, la Groenlandia e il Messico? Dovrebbero essere nostri. Mi servono risorse? Prendo il petrolio del Venezuela, di notte rapisco il presidente. Gaza? Mando mio genero per costruirci dei resort per ricchi. L’Europa? Alziamo i dazi, sono un branco di “parassiti”. I migranti? Fuori dai confini, potere di vita o di morte ai miei agenti. Io? “Il mio unico limite è la mia morale”.Psichiatri e psicologi di tutto il mondo sui loro blog o sui media si cimentano in perizie e relazioni cliniche sulle presunte patologie mentali e comportamentali del presidente degli Stati Uniti. L’ultima mobilitazione del genere era stata per Adolf Hitler. Un recente studio sul suo Dna ipotizza la sindrome di Kallmann, che provoca inibizione dello sviluppo della pubertà. Leggenda vuole infatti che egli avesse un solo testicolo o un micropene, oltre alla schizofrenia e un disturbo bipolare. Non ci interessa il gioiello di famiglia di Donald Trump, ma anche su di lui la scienza si interroga.“Trump vive in un mondo di sua costruzione che vuole identico al suo desiderio di onnipotenza e godimento personale”, spiega in un’intervista a “Le Grand Continent” la psicologa francese Élisabeth Roudinesco. “Sogna di essere un re – un re in stile Luigi XIV a Las Vegas – ricoperto di decorazioni e ninnoli. Questo la dice lunga sul suo carattere: preferisce essere ingannato piuttosto che rischiare, e non ha paura del ridicolo. In questo risiede la sua visibile illusione: una fantasia megalomane basata sul culto del suo ego; un’illusione narcisistica e teatrale che diventa tanto più pericolosa quanto più il suo entourage vi soccombe”.Susan B. Glasser sul “New Yorker” parla di “forma narcisistica di unilateralismo”. Lo psichiatra Robert J. Lifton lo definisce un solipsista. Per Allen Frances è cattivo e incompetente ma non pazzo. Lo psicoterapeuta John Gartner ha lanciato una petizione per rimuoverlo, firmata da migliaia di professionisti, definendolo un narcisista maligno con tratti paranoici, antisociali e vendicativi.Seguono una lunga serie di dichiarazioni pubbliche, gaffe e episodi che vanno da discorsi surreali a Davos a teorie bizzarre su Groenlandia, energia eolica, politica estera, fino a video virali e dichiarazioni controverse su leader internazionali, minoranze e avversari politici.Secondo Roudinesco, per i suoi sostenitori Trump “è una specie di diavoletto dispettoso che la fa franca con qualsiasi cosa. La sua infantilità funziona come un espediente seduttivo: disarma, abbassa la posta in gioco, trasforma la violenza politica in uno spettacolo”.L'articolo “America go away! Come difendersi dal potere che sta travolgendo il mondo”: il libro che smonta Trump tra gaffe, ossessioni e attacchi alla democrazia proviene da Il Fatto Quotidiano.