Report: «Meta e quella interferenza nelle elezioni del 2022. Utenti profilati»

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Oggi il Fatto Quotidiano riprende quello che sarà trasmesso dalla trasmissione Report secondo cui, prima delle elezioni italiane del 2022, Meta (di Mark Zuckerberg) avrebbe raccolto dati di oltre 6,5 milioni di utenti tramite funzioni apparentemente informative, come gli stickers, su Facebook e Instagram. Questi dati (età, posizione, interazioni con contenuti politici) sarebbero stati analizzati e potenzialmente condivisi, trasformando il comportamento elettorale in uno strumento di profilazione, in modo simile a quello che avvenne per il caso Cambridge Analytica.Lo scontro dentro il Garante della privacyDi fronte a questa attività, il dipartimento tecnico del Garante guidato da Riccardo Acciai chiede un blocco urgente. Si sarebbe così consumato, secondo quanto ricostruisce Il Fatto Quotidiano, uno scontro ai vertici del Garante della Privacy. I membri del collegio Guido Scorza e Agostino Ghiglia frenano, chiedendo di attendere le autorità europee. La resistenza culmina in una mail svelata da Report, in cui Scorza il 24 settembre 2022 blocca i tecnici mentre Mattei ordina ad Acciai di soprassedere. Lo stesso refrain secondo quanto sostenuto dalla testata diretta da Travaglio si ripete anche per le elezioni regionali nel 2023. I tecnici emanano un provvedimento d’urgenza che impedisce a Meta di condividere i dati con terzi. E propongono propongono una multa da 75 milioni. Report fa emergere in merito l’irritazione di Agostino Ghiglia, che il 29 febbraio 2024 definisce la sanzione “ridicola” e da smontare. La multa così scende a 25 milioni, appena lo 0,02 per cento del fatturato della big tech. Report svela che su questo caso la Procura ha acquisito i documenti relativi.L’algoritmo e il filtro politicoStessa analisi viene fatta sull’analisi dell’algoritmo. Meta dichiara di aver introdotto un filtro per limitare la visibilità dei contenuti politici, dichiarando di averlo rimosso per tutti nel 2025. Ma un lavoro condotto da un gruppo interno di tecnici del Pd smentisce questa tesi: il filtro sembrerebbe stato disattivato nel novembre 2024. I grafici mostrati a Report evidenziano che la rimozione ha favorito le posizioni della destra anti europeista, mentre quelli del centrosinistra sarebbero rimasti come definisce il dem Sandro Ruotolo «sottoterra». Meta ha respinto tutte le accuse.L'articolo Report: «Meta e quella interferenza nelle elezioni del 2022. Utenti profilati» proviene da Open.