A Canzonissima i concorrenti si raccontano in clip ‘stile Ballando con Le Stelle‘: d’altronde, la firma è quella di Milly Carlucci e le similitudini tra i due programmi sono molte. Non che sia necessariamente un male, ma ci sarebbero diversi aggiustamenti da fare, se la Rai ha intenzione di riproporre il tentativo.Torniamo ai concorrenti, o meglio ai cantanti che si esibiscono, perché a essere premiate sono le canzoni. Protagonista di un momento di sfogo è stato Fabrizio Moro che ha raccontato come ci siano stati due fattori molto importanti per farlo smettere, o almeno allentare, con la tendenza a essere “autodistruttivo”. “Non mai capito perché lo sono. – ha spiegato – So solo che a un certo punto della mia vita ho deciso di volermi bene, forse per paura della morte, di andarmene troppo presto”. Una spinta importante è arrivata anche dall’essere diventato papà: “Mi ha aiutato a celebrarmi di più come essere umno, rispettarmi. Sul palco sto bene con la mia band quando mi diverto perché riporto lo spirito della cantina, della libertà sul palco (…) tutto il resto dei riflettori a me non fa bene, per esempio io la diretta tv ho imparato a farla, ma non è il mio mondo”.“Mi ritrovai senza contratto discografico, non volevo apparire, andare sul palco”Moro ha parlato anche di come, in passato, abbia vissuto male il rapporto con l’industria discografica. Per esempio quando decise di dare “Sono solo parole” (che ha cantato nella puntata di ieri) a Noemi lo fece per motivi ben precisi: “Avevo pubblicato un album che non andò bene, mi ritrovai senza contratto discografico, era un periodo della mia vita in cui non volevo apparire e andare sul palco. Un momento in cui mi sentivo esausto di questo mondo, non mi sentivo libero di fare musica come volevo”. Non che non abbia accettato compromessi, Fabrizio Moro, e lo ha raccontato con sincerità, con la consapevolezza di averlo fatto per “paura di perdere quello che avevo costruito”.L'articolo “Tendo a essere autodistruttivo ma a un certo punto ho smesso. Forse per paura della morte, di andarmene troppo presto. Mi ha aiutato anche essere diventato papà”: così Fabrizio Moro proviene da Il Fatto Quotidiano.