“La direzione artistica di Sanremo? Per me sarebbe una passeggiata, ma anche presentarlo è la cosa più facile del mondo. Il difficile è arrivarci: non sono abbastanza nazionalpopolare”. Se c’è una qualità che viene riconosciuta a Linus da chiunque lo conosca, è la schiettezza. Dice ciò che pensa, anche a costo di risultare un po’ spigoloso. Come ha fatto nella lunga intervista al Corriere della Sera, concessa alla vigilia di un anniversario importante: cinquant’anni di radio, che celebrerà il 15 aprile. Ne ha fatta di strada quel ragazzino che si faceva accompagnare agli studi di Radio Hinterland Milano 2, a Cinisello Balsamo, in auto dalla sorella: tra grandi incontri, successi e qualche rimpianto, ecco cos’ha raccontato.DAGLI ESORDI (CON GERRY SCOTTI) AL GRANDE SUCCESSOErano gli anni ’70 quando un suo compagno di classe gli propose di fare un provino per Radio Hinterland Milano 2 e così cominciò la sua carriera. Aveva 17 anni e incontrò per la prima volta Gerry Scotti, che ricorda “uguale a ora, già con l’atteggiamento da vecchio zio”. Maglietta bianca e blu a righe e la due cavalli azzurrina, “aveva questa facilità di parola, un modo affascinante di comportarsi, veleggiava a un livello molto più alto del nostro”. Nell’avventura della radio trascinò anche suo fratello Albertino, con il quale ammette di andare d’accordo ma di non avere un rapporto particolarmente intenso: “Ci vogliamo bene, ma credo che non potremmo essere più diversi”. Il “fratello acquisito” è invece Nicola Savino, con cui a settembre festeggerà i trent’anni di Deejay Chiama Italia: “Fare il programma senza di lui? Sì, potrei, anzi lo faccio già quando non c’è. Ma cinicamente ammetto che Nicola mi serve per essere più simpatico: con lui sono autorizzato a essere anche stupido”.IL RIMPIANTO LEGATO ALLA TV E LA QUESTIONE SANREMOLa domanda su Nicola Savino apre il capitolo tv. Linus spazza via ogni dubbio: no, non è invidioso del successo televisivo del collega perché “ha scelto di fare cose che io comunque non avrei mai fatto. Abbiamo gusti televisivi diversi, io guardo pochissimo la tv generalista, non mi piacciono i varietà. Non sono geloso di una cosa che non mi interessa”. Un rimpianto però, guardando anche agli altri “ragazzi di Via Massena”, come Amadeus o Fiorello che hanno sfondato sul piccolo schermo, ce l’ha: “Perché mi pare che la radio sia vista come la Serie B della televisione. È frustrante: ogni giorno mi segue un milione di ascoltatori, in tv sarebbe un successo”. A proposito di televisione, la “questione Sanremo” è inevitabile. “La direzione artistica per me sarebbe una passeggiata, ma anche presentarlo è la cosa più facile del mondo. Il difficile è arrivarci: non sono abbastanza nazionalpopolare”, ammette Linus.IL GRANDI INCONTRI E IL FUTURO (COL NUOVO EDITORE)Cinquant’anni di radio significano anche cinquant’anni di grandi incontri. Indimenticabile quello con Lucio Battisti, che ricorda in aeroporto “vestito come un commercialista, con il loden, la valigetta 24 ore, le scarpe inglesi”. Linus provò a incrociare il suo sguardo per salutarlo, ma venne fulminato. In quota simpatici ricorda Lucio Dalla (“eravamo amici”), in quella antipatici Sting (“ma lui ci gioca col fare l’antipatico”). Poi ancora Annie Lennox (“guardava me e Nicola come fossimo due cretini”), Usain Bolt (“rispondeva a monosillabi, non gli importava nulla di essere in radio con noi”), Noah Wyle, l’attore di The Pitt (“è stato generosissimo”). Menzione a parte per il protagonista di Fonzie (“Ha fatto il record di fotografie: tutto il palazzo era venuto in processione per farsi un selfie con lui”) e Sylvester Stallone: “Ho una foto di lui che si toglie lo stivale per farci vedere dove lo aveva comprato”.Ma Linus ricorda anche quando venne contattato da Prodi, che andò a casa sua, per raggiungere gli elettori più giovani: “Era il Prodi bis. Mi disse che suo fratello gli aveva suggerito di contattarmi e che gli avrebbe fatto piacere incontrarmi”. La politica? No, grazie. Preferisce continuare a dedicarsi alla radio: il suo contratto scade a fine anno e gli è già stato chiesto di prolungarlo “ma non c’è fretta”, precisa lui che ha già parlato con Theo Kyriakou, il magnate greco che ha appena acquistato Repubblica e le radio dell’ex Gruppo Gedi. “Ho avuto il piacere di incontrarlo al Bulgari di Milano ed è una persona che mi ha fatto una buonissima impressione, molto simpatico. Abbiamo parlato in inglese”, rivela. La cosa di cui è più orgoglioso se guarda a questi cinquant’anni di radio? “Se ho avuto un merito in questi anni è stato di tenere insieme la squadra, che nel frattempo si è triplicata. E poi sono orgoglioso degli eventi: alla Deejay Ten di Milano vengono in 40 mila, alla festa della radio a giugno 200 mila”.L'articolo “La direzione artistica di Sanremo? Per me sarebbe una passeggiata, ma anche presentarlo è la cosa più facile del mondo. Il difficile è arrivarci…”: parla Linus proviene da Il Fatto Quotidiano.