Non solo Hormuz. Dalle navi russe ferme nel Mar Baltico alla siccità nel Canale di Panama, così si inceppano le rotte del commercio globale

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Da settimane, gli occhi di tutto il mondo sono puntati sullo Stretto di Hormuz. È dalla chiusura di quello stretto passaggio d’acqua, controllato dall’Iran, che hanno origine gli aumenti del prezzo del petrolio e i timori di restare senza carburante per il trasporto aereo. Eppure, a guardare bene, Hormuz non è l’unica via marittima che rischia di rimanere bloccata. Una situazione ben diversa, ma altrettanto delicata, si sta verificando nel Golfo di Finlandia, un’insenatura situata nella parte orientale del Mar Baltico, che arriva fino a San Pietroburgo, in Russia.L’ingorgo di navi russe nel Golfo di FinlandiaNegli ultimi mesi, il Golfo di Finlandia è diventato teatro di una crescente tensione tra Russia e Paesi Nato, in un contesto già segnato dalla guerra in Ucraina. Lo racconta un articolo pubblicato da Politico a firma di Elisabeth Braw, ricercatrice dell’Atlantic Council e autrice del pluripremiato Goodbye Globalization. Da quelle acque, spiega Braw, transitano rotte fondamentali per il commercio energetico e per l’export russo, ma anche per i traffici dei Paesi baltici e della Finlandia. Secondo diverse ricostruzioni, Mosca avrebbe intensificato la propria presenza navale e le operazioni di controllo, alimentando il timore di possibili incidenti o restrizioni alla navigazione.Il rischio non è tanto una chiusura formale dello stretto – che avrebbe conseguenze difficilmente sostenibili anche per la Russia stessa – quanto una progressiva militarizzazione dell’area, che può rendere più insicuro e costoso il passaggio delle navi commerciali. Da tempo, l’Ucraina ha iniziato a bombardare i porti russi nel tentativo di bloccare il suo export di combustibili fossili. E così, sempre più imbarcazioni battenti bandiera russa sono bloccate in mare, in attesa, e stanno creando una sorta di ingorgo marittimo nel Golfo della Finlandia.Il Canale di Panama e il rischio siccitàA questa fragilità geopolitica si aggiunge un’altra minaccia, di natura completamente diversa ma non meno impattante: quella climatica. Ne è un emblema il Canale di Panama, dove il calo dei livelli d’acqua nei laghi artificiali che alimentano il canale ha già costretto le autorità a ridurre il numero di navi in transito, creando ritardi e aumentando i costi logistici globali. Questo è fenomeno è dovuto a El Niño – ossia quel fenomeno climatico che porta all’innalzamento delle temperature del Pacifico centro-orientale ogni 2-7 anni. Tra gli effetti più concreti c’è anche una drastica riduzione delle piogge in America Centrale, come accaduto anche nel 2023-24. Allora, la siccità provocò un rallentamento dei transiti dal Canale di Panama ad appena 24 vascelli al giorno contro i 36 dei periodi normali.Foto copertina: EPA/Anatoly Maltsev | Navi russe nel Golfo di Finlandia a Kronstadt, appena fuori da San PietroburgoL'articolo Non solo Hormuz. Dalle navi russe ferme nel Mar Baltico alla siccità nel Canale di Panama, così si inceppano le rotte del commercio globale proviene da Open.