Il blocco navale imposto dagli Usa nello Stretto di Hormuz è “un atto pericoloso è irresponsabile”. A dirlo è la Cina attraverso un portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, a poche ore dall’entrata in vigore della misura annunciata dall’amministrazione Trump nei confronti dell’Iran, in accordo con Israele. “Nonostante l’attuale accordo di cessate il fuoco temporaneo, gli Stati Uniti hanno ulteriormente intensificato il loro dispiegamento militare e intrapreso azioni di blocco mirate, il che non farà altro che intensificare le contraddizioni, acuirà le tensioni, comprometterà il già fragile cessate il fuoco e disturberà ulteriormente la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto” di Hormuz, ha affermato il portavoce, rispondendo a una domanda relativa all’annuncio del blocco dello Stretto di Hormuz fatto dal comando centrale Usa. La petroliera cinese attraversa HormuzLa presa di posizione di Pechino arriva nonostante attraverso lo Stretto sia passata la petroliera Rich Starry di proprietà cinese, battente bandiera del Malawi. L’imbarcazione è entrata questa mattina nel Golfo dell’Oman attraversando Hormuz dopo l’entrata in vigore del blocco statunitense, secondo le informazioni del servizio di tracciamento di Marine Traffic, aggiornato a poco prima delle 7. La Rich Starry era salpata il 4 aprile scorso da Sbharjah Anch, negli Emirati Arabi e la sua destinazione è la Cina. Si tratta di una una petroliera/nave cisterna per prodotti chimici che naviga sotto bandiera del Malawi. La sua lunghezza è di 188,2 metri e la sua larghezza è di 29 metri. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal non solo la Cina, ma anche l’Arabia Saudita sta facendo pressing sugli Usa per revocare il suo blocco dello Stretto di Hormuz e tornare al tavolo dei negoziati. Il giornale americano cita funzionari arabi secondo cui gli esportatori di energia del Golfo temono che la mossa di Donald Trump di chiudere Hormuz possa indurre l’Iran possa compiere un’escalation e chiudere lo Stretto di Bab al-Mandeb, principale via d’uscita per il petrolio del Golfo Persico. Le reazioni al blocco navale Usa Il blocco dello Stretto di Hormuz annunciato dall’amministrazione Trump è entrato in vigore ieri. Secondo quanto riportato dai media americani, sarebbero oltre 15 le navi da guerra della marina statunitense impegnate nell’operazione. “Se una qualsiasi” delle residue imbarcazioni e navi della marina iraniana “dovesse avvicinarsi alla nostra zona di blocco, verrà immediatamente eliminata, utilizzando lo stesso sistema di annientamento che impieghiamo contro i narcotrafficanti a bordo di imbarcazioni in mare aperto”, aveva avvertito il presidente americano. Una minaccia che non scompone l’Iran. Teheran da un lato ha parlato di atto di “pirateria”, dall’altro mette in luce come un eventuale blocco dello Stretto possa rivelarsi un boomerang. “Godetevi i prezzi attuali della benzina. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto vi mancheranno i 4-5 dollari al gallone”, ha scritto il presidente del Parlamento iraniano e capo delegazione nei negoziati falliti di Islamabad, Mohammad Ghalibaf. Sulla chiusura del braccio di mare si è espresso anche il Cremlino, secondo cui si tratta di una mossa che “scuoterà i mercati globali”. Ma è soprattutto l’Europa a temere per gli approvvigionamenti energetici. La presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, ha definito il blocco di Hormuz “estremamente dannoso“, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che nei prossimi giorni organizzerà insieme al Regno Unito una conferenza con i paesi “disposti a contribuire” a una “missione multinazionale pacifica, strettamente difensiva e distinta dalle parti belligeranti”, da dispiegare per ripristinare la libertà di navigazione “non appena la situazione lo consentirà”. Questo articolo Hormuz, petroliera cinese attraversa lo Stretto. Cina: “Irresponsabile il blocco navale Usa” proviene da LaPresse