Dl sicurezza, la Camera verso la fiducia. Il decreto bis: compenso a chi avvia l’istruttoria per rimpatriare i migranti, «anche se non va a buon fine»

Wait 5 sec.

La Camera si prepara a votare la fiducia al decreto sicurezza, passaggio decisivo per la conversione del provvedimento già approvato dal Senato e in scadenza il 25 aprile. Il voto finale, dopo la pioggia di ordini del giorno delle opposizioni, è atteso tra oggi, 22 aprile, e venerdì mattina. Ma il testo è destinato a cambiare subito dopo: al termine dell’ok definitivo, venerdì quindi, secondo fonti di governo, è prevista una riunione del Consiglio dei ministri a Montecitorio per varare un decreto correttivo sulla norma che introduce incentivi agli avvocati che convincono i migranti ad accettare i rimpatri volontari. L’obiettivo è mantenerla in piedi, allargando però la platea dei beneficiari ed eliminando il vincolo per cui il riconoscimento economico avviene solo a rimpatrio fatto.Il dibattito in aulaEd è proprio su questo punto che si accendono le dichiarazioni di voto, anche alla luce dei rilievi mossi dal Quirinale. Il nodo è sempre l’articolo 30-bis, che prevede un compenso di circa 615 euro per gli avvocati che assistono i migranti nel percorso di rimpatrio volontario. Una misura che ha sollevato critiche sia per il rischio di interferenze con l’indipendenza della difesa sia per il meccanismo che lega il pagamento all’esito della procedura. La linea della maggioranza è quella di correggere ma non stravolgere. “Occorre riflettere su questo meccanismo affinché sia sempre preservata la funzione dell’avvocato autonoma e indipendente”, ha detto in Aula Martina Semenzato (Nm), richiamando le osservazioni del Consiglio nazionale forense.Dall’opposizione l’attacco è frontale. “State piegando la decretazione d’urgenza a strumento di comando, annullando il Parlamento”, accusa Riccardo Magi (+Europa), che parla di decreti sicurezza come di “monumenti alla propaganda”. Filiberto Zaratti (Avs) insiste sul nodo politico: “Siete voi stessi a dire che quell’articolo è di dubbia costituzionalità. Con quale coraggio chiedete di votarlo?”. Sulla stessa linea Fabrizio Benzoni (Azione), che denuncia un testo “ideologico e senza base di applicabilità”, mentre Giuseppe Conte attacca la norma definendola incompatibile con il rapporto fiduciario tra difensore e assistito. “State costringendo gli avvocati a commettere due reati, patrocinio infedele e corruzione. Non bisogna aver fatto l’esame di diritto privato”, dice il leader M5s, attaccando poi la premier: “Come fa la presidente a dire che è una soluzione di buon senso? È così smarrita e confusa dopo la sveglia referendaria da dire queste stupidaggini in libertà?”.L’ostruzionismo in aulaLe opposizioni, intanto, dopo il voto di fiducia si preparano a una lunga notte di ostruzionismo. Sul tavolo ci sono 145 ordini del giorno, usati per rallentare i lavori ma anche per colpire nel merito i punti più controversi del decreto. Molti tornano proprio sulla norma dei rimpatri e sul diritto di difesa, come quello a firma Ciani, chiedendo di eliminare il meccanismo degli incentivi e di ripristinare il gratuito patrocinio automatico per gli stranieri nei ricorsi contro l’espulsione. Altri insistono sul capitolo immigrazione, mettendo nel mirino il modello Albania e i centri per il rimpatrio: c’è chi chiede di sospendere i trasferimenti verso Gjader e di rivedere i costi delle strutture esterne, e chi, al contrario, propone di rafforzare la rete dei centri in Italia.Sul 30-bis, la norma che avrebbe fatto storcere il naso al Colle, secondo quanto trapela a Open l’intenzione della maggioranza è mostrare di aver tirato dritto, nonostante il nodo delle coperture che l’estensione dell’incentivo rimette al centro. La correzione, infatti, con l’ampliamento della platea dei beneficiari anche ai mediatori e ai casi in cui il rimpatrio poi non avviene, comporterebbe maggiori oneri per lo Stato e nuove risorse da individuare.“La Ragioneria sta lavorando”, ha tagliato corto Giancarlo Giorgetti questa mattina, rispondendo a un cronista. Nessuna marcia indietro sostanziale, dunque: il decreto verrà approvato e la questione rimpatri sarà “sterilizzata” sul piano costituzionale, ma non cancellata. L’iter del dl sicurezza, insomma, resta blindato.L'articolo Dl sicurezza, la Camera verso la fiducia. Il decreto bis: compenso a chi avvia l’istruttoria per rimpatriare i migranti, «anche se non va a buon fine» proviene da Open.