I palestinesi della Striscia di Gaza sono tornati oggi a poter votare per la prima volta dopo 20 anni. Non tutti: soltanto gli abitanti di Deir el-Balah hanno potuto recarsi alle urne di fortuna per le elezioni municipali, perché le sue infrastrutture sono state danneggiate in maniera relativamente minore rispetto al resto della Striscia durante i due anni di guerra tra Israele e Hamas. Le condizioni di vita nella Striscia restano fragilissime, nel quadro di un cessate il fuoco quanto mai incerto. Anche per questo l’affluenza alle urne è stata molto bassa a Deir el-Balah, del 21,2% secondo i dati forniti dalla Commissione elettorale palestinese. Urne ospitate, in una città comunque devastata dalla guerra, all’interno di tendoni in fibra. Resta il fatto che quella di oggi è una giornata storica per la Striscia: è la prima volta che i residenti palestinesi possono esprimere un voto libero dal 2006, quando le elezioni legislative premiarono Hamas, che l’anno dopo prese poi il potere assoluto espellendo con la forza Fatah e imponendo la sua dittatura. E le voci raccolte tra gli abitanti di Deir el-Balah da Al Jazeera raccontano di molti palestinesi del posto finalmente determinati a dire la propria dopo anni di libertà negate e guerra.Il voto in Cisgiordania e il percorso verso il dopo Abu MazenNel complesso sono stati quasi 1,5 milioni i cittadini palestinesi chiamati al voto in questo sabato 25 aprile per eleggere i loro rappresentanti locali. Deir el-Balah a parte, tutte le altre città e villaggi al voto si trovano in Cisgiordania. Qui l’affluenza alle urne è stata del 53,44%. «Siamo molto lieti di esercitare la democrazia nonostante tutte le sfide cui facciamo fronte, a livello sia locale che internazionale», ha detto il presidente dell’Anp Abu Mazen, che ha dovuto di fatto acconsentire a indire le nuove elezioni locali anche per soddisfare le attese dei partner internazionali. Con gli accordi del “piano Trump” che hanno portato al cessate il fuoco a Gaza, l’Anp si è anche impegnata a riformare la propria struttura istituzionale, redigendo una nuova Costituzione e convocando nuove elezioni legislative, che non si tengono pure in Cisgiordania dal 2006. L’Ue ha parlato del voto di oggi come di «un passo importante verso una più ampia democratizzazione e una governance locale più forte, in linea coi processi di riforma in corso». La maggior parte delle liste presentatesi è allineata col partito al potere di Fatah oppure composta da candidati indipendenti. Assente dalla competizione Hamas: solo a Deir el-Balah era in corsa un candidato considerato allineato alla milizia. In copertina: Una donna al voto per le elezioni municipali a Deir al-Balah, Striscia di Gaza – 25 aprile 2026 (Ansa/Epa – Haitham Imad) L'articolo A Gaza si torna alle urne: com’è andato il primo storico voto dopo 20 anni di Hamas e due di guerra proviene da Open.