Prima ha minacciato di uscire dalla Nato, poi di togliere la protezione americana agli Alleati che non si sono mostrati abbastanza solidali sul blocco di Hormuz e, per ultimo, ha preso di mira il capo del governo spagnolo, Pedro Sanchez, arrivando a ipotizzare, secondo le ultime rivelazioni di Reuters, di sospendere Madrid dal Patto Atlantico. Ma in questi due mandati alla Casa Bianca, Donald Trump ha più volte dimostrato che dichiarazioni e azioni spesso non coincidono. E anche in questo caso l’ipotesi di un provvedimento interno all’Alleanza nei confronti della Spagna, ‘colpevole’ di non aver permesso ai bombardieri americani di utilizzare il proprio spazio aereo e le proprie basi per colpire l’Iran, è giuridicamente senza alcun fondamento.Quest’ultimo capitolo dello scontro interno all’Alleanza nasce da una mail del Pentagono, riportata da Reuters, nella quale si esprime frustrazione il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Usa l’accesso alle basi e i diritti di sorvolo per condurre la guerra all’Iran. Il minimo sindacale, agli occhi di Washington. Da qui l’ipotesi della sospensione di Madrid dal Trattato, mentre per la Gran Bretagna si pensa a una revisione della posizione americana sulle isole Falkland, a vantaggio dell’alleato argentino Javier Milei. “L’ipotesi di una sospensione così come è emersa dalle rivelazioni di Reuters non è possibile – spiega a Ilfattoquotidiano.it la professoressa Chiara Ragni, docente di Diritto Internazionale dell’Università Statale di Milano – Un membro può decidere autonomamente di avviare la procedura uscita dall’Alleanza, ma non può imporla agli altri. Il diritto internazionale prevede che uno Stato possa violare le norme nei confronti di un altro Stato solo se ha già subito da questo un atto illegale, ma non è questo il caso”.Le richieste americane agli alleati Nato sono illegittime proprio perché non rientrano nella cornice prevista dal Trattato del Nord Atlantico che rimane un’alleanza esclusivamente difensiva, mentre il conflitto in Iran è scaturito da un attacco indiscriminato da parte di Stati Uniti e Israele. E in questo senso non valgono nemmeno le motivazioni, comunque smentite sia dal Pentagono che dall’Agenzia Atomica, usate da Washington e Tel Aviv secondo le quali l’Iran si stava preparando a produrre la sua bomba atomica e a sferrare un attacco contro Israele: “Quella presentata da Israele e Stati Uniti non è una giustificazione sufficiente – continua la professoressa Ragni – Secondo la Carta Onu non basta ipotizzare un ‘attacco imminente’. Per giustificare un’operazione come quella americana è necessario essere stati per prima cosa vittime di un’aggressione. La legittima difesa preventiva non è prevista dal diritto internazionale”.Quindi, la decisione dei membri Nato di non fornire sostegno logistico e militare all’aggressione americana non viola alcun accordo difensivo. Nemmeno, rimanendo nel rapporto tra Usa e Spagna, quello che Washington e Madrid hanno siglato nel 1988 e che prevede la concessione delle basi per operazioni militari: “Anche quello è specificamente funzionale alla difesa – spiega la docente -, non all’attacco”.Quali sono quindi le armi che Donald Trump può usare contro la Spagna? “Non quelle del diritto – conclude Ragni – Ci spostiamo più nel campo della diplomazia, delle pressioni e delle ritorsioni, ma niente che sia previsto dai Trattati. Sulla Gran Bretagna, ad esempio, hanno sollevato la questione delle Falkland/Malvinas, ma si tratta di posizioni che riguardano solo le relazioni tra Washington e Londra che non sono sottoposte a obblighi giuridici. Identico discorso vale per il rapporto con la Spagna”.X: @GianniRosiniL'articolo Trump minaccia la sospensione della Spagna dalla Nato, la docente di diritto internazionale: “Non può farlo, non è previsto dai Trattati” proviene da Il Fatto Quotidiano.