Pietracatella, la conferma su mamma e figlia: «Grave intossicazione da ricina»

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Adesso è praticamente certo: Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi sono morte a causa di una «grave intossicazione da ricina». Lo rivela nero su bianco la relazione del Maugeri di Pavia sul caso di Pietracatella. Nel documento gli esperti del Centro antiveleni confermano l’avvelenamento. La relazione è stata inviata agli investigatori dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca che ha effettuato le autopsie. Nella relazione tossicologica redatta dal professor Locatelli la ricina è «in concentrazioni compatibili con quadro di intossicazione acuta nei campioni ematici prelevati durante le autopsie». Al vaglio il cellulare dell’unica figlia sopravvissutaIntanto è stato disposto il sequestro del cellulare della figlia maggiore dei Di Vita, Alice. La ragazza è sopravvissuta alla cena fatale perché quella sera cenò fuori con amici. Al vaglio chat, la cronologia delle ricerche su internet e le “note”, dove compaiono anche le cose mangiate durante le Feste di Natale. Gli accertamenti disposti sono su un lungo periodo, dal primo dicembre al 13 aprile scorso. Si tratta di un accertamento irripetibile nell’ambito del fascicolo aperto contro i cinque medici indagati, con l’accusa di omicidio colposo, ma anche rispetto alla seconda parte dell’indagine, quella per duplice omicidio premeditato, questa ancora senza indagati. L'articolo Pietracatella, la conferma su mamma e figlia: «Grave intossicazione da ricina» proviene da Open.