Quattordici parole. Una frase senza subordinate, senza aggettivi ornamentali, senza figure retoriche vistose. Eppure queste quattordici parole di Carlo Cassola contengono una delle affermazioni più radicali che la letteratura italiana del Novecento abbia mai pronunciato sul senso della vita e sul compito della narrativa. Dire che nulla è più stupefacente di un’esistenza comune significa rovesciare […]