L'anello intelligente dell'Università di Siena che si interfaccia con ChatGPT in silenzio

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Immaginate di essere in riunione, di aver bisogno di un dato e di ottenerlo senza toccare lo smartphone, senza interrompere la conversazione, senza che nessuno se ne accorga. È esattamente quello che promette un progetto nato all'Università di Siena: un anello intelligente che funge da interfaccia silenziosa verso sistemi come ChatGPT o Claude.Il dispositivo è frutto di una ricerca coordinata dal professor Domenico Prattichizzo del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione, e il brevetto è stato appena depositato dall'Ateneo senese. Non è un concept da laboratorio destinato a restare nel cassetto: nasce come evoluzione di HARIA, un progetto europeo finanziato con cinque milioni di euro. Il meccanismo è semplice quanto elegante. L'IA ascolta il contesto in tempo reale attraverso auricolari o occhiali con microfono. Quando l'utente vuole segnalare un momento rilevante nella conversazione, preme l'anello: quel tap genera un tag temporale che il sistema usa per estrarre il prompt dall'audio e inviarlo all'intelligenza artificiale.Quando la risposta è pronta, l'anello vibra. A quel punto è l'utente a decidere quando ascoltarla tramite auricolare, senza spezzare il filo del discorso. Il punto chiave è proprio questo: il controllo rimane sempre in mano all'utente, che non è costretto a ricevere informazioni nel momento sbagliato.Prattichizzo definisce l'obiettivo con il termine embodiment: non uno strumento estraneo che si sostituisce all'essere umano, ma qualcosa che si integra nei propri schemi mentali e motori, potenziandoli. Un cambio di paradigma rispetto all'idea di IA come entità separata con cui interagire davanti a uno schermo. Le applicazioni più immediate riguardano i professionisti in contesti ad alto ritmo, dove accedere rapidamente a un'informazione senza distogliere l'attenzione è un vantaggio concreto. Ma il progetto guarda anche a chi ha difficoltà linguistiche o cognitive, come nei casi di afasia o Alzheimer, dove un supporto discreto e non invasivo potrebbe fare una differenza reale.Vale la pena notare che dispositivi simili, come Button, il wearable AI nato da ex ingegneri Apple, stanno esplorando la stessa direzione. Il form factor ad anello ha però un vantaggio di discrezione difficile da battere: è invisibile in quasi ogni contesto sociale.Siamo ancora nella fase del brevetto, quindi tra l'idea e un prodotto acquistabile c'è ancora molta strada. Ma la direzione è chiara, e il fatto che parta da una ricerca accademica solida, con finanziamenti europei alle spalle, la rende più credibile di molti annunci che circolano nel settore dei wearable AI.L'articolo L'anello intelligente dell'Università di Siena che si interfaccia con ChatGPT in silenzio sembra essere il primo su Smartworld.