Pochi giorni son trascorsi dal consumarsi della tragedia diplomatica fra Washington ed il governo Meloni. E giunte sono le spiegazioni del ministro Guido Crosetto. Prima in una intervista al Corriere, poi in un lungo scambio con Carlo Calenda, infine in un punto stampa. Le riordineremo per argomenti.La guerra come un grave erroreIl ministro mostra di ben distinguere gli obiettivi israeliani ed americani. Per Israele, si tratta di “rendere impossibile, all’Iran, in qualunque modo di poter toccare Israele” (Houti, Hezbollah, Hamas, bomba atomica); “dal punto di vista israeliano … è una questione esistenziale, di sopravvivenza”. Per gli Usa, si tratta di “togliere la spina” alla Cina, cioè l’energia: “e quindi il Venezuela, e quindi l’Iran”.Ma egli mostra pure di distinguerli nettamente dagli obiettivi italiani: “se guardiamo lo scenario dal punto di vista nazionale, italiano o di qualsiasi altra nazione che sta subendo le conseguenze di questa guerra, si è trattato di un grave errore, sì”. Perciò, la guerra americana all’Iran è “un grave errore”, dal punto di vista delle conseguenze. Quali conseguenze?(1) persa in partenzaAnzitutto, le conseguenze militari. Secondo Crosetto, la guerra starebbe andando male: “l’altra volta, in dodici giorni Israele è riuscita ad assestare un colpo così pesante e, questa volta, in due mesi non è successa la stessa cosa”.In altri termini, gli iraniani stanno conducendo una guerra asimmetrica, “che gli mandavano dei droni da dieci mila euro e loro dovevano usare tre missili da cinque quattro tre milioni di euro per abbattere. Ed è una guerra che è persa in partenza quella, perché non la reggi da un punto di vista economico”. Perciò la guerra continuerà, sino a che gli Usa si ritireranno: “in Israele fra un po’ voteranno, negli Stati Uniti voteranno, in Iran non voteranno … la democrazia è diventata quasi un ostacolo nei rapporti di forza tra Paesi”.Aggiunge che “purtroppo, viviamo tempi in cui la deterrenza non ferma alcune nazioni”: con esplicito riferimento alla Russia, ma non pare scorretto interpretare il passaggio come se il ministro stesse dicendo che gli iraniani non verranno fermati manco dalla minaccia di bombardamenti americani alla esiziale rendita energetica. Perciò, la guerra americana all’Iran è “un grave errore”, in quanto “persa in partenza”.(2) una volta inutileE non c’è da sperare in un capovolgimento politico. Né in un capovolgimento radicale: “non credo molto nel regime change, perché non c’è alternativa adesso, cioè non esiste un’opposizione forte e strutturata”. Ciò a causa dei “Pasdaran, che sono probabilmente la forza militare più organizzata, più letale (compresi i servizi segreti iraniani) e diffuso in ogni angolo del Paese (di cui hanno un controllo totale)”.Né in un capovolgimento venezuelano: l’Iran “è una nazione in cui il potere religioso non è un potere opprimente” [sic]. Anzi, al contrario, tale potere religioso “fa parte della mentalità delle persone, fa parte dell’anima delle persone, fa parte della cultura anche della parte più liberale” [sic].Perciò, la guerra all’Iran, già “persa in partenza”, sarebbe una volta inutile.(3) economicamente dannosaSenza contare le conseguenze economiche, alle quali Crosetto accenna appena: “Hormuz è uno dei choke point [colli di bottiglie]” e, di lì, “la crisi mi entra nelle case di ogni italiano, soprattutto del più debole”.Perciò, la guerra all’Iran, già “persa in partenza” ed una volta inutile, sarebbe pure economicamente dannosa.(4) politicamente autoritariaGià che c’è, Crosetto concede spazio all’argomentare del proprio ospite, Calenda, tutto intento a dare a Trump dell’autocrate, così: “Trump ha applicato tutta la forza degli Stati Uniti, che gli Stati Uniti avevano messo per costruire l’ordine liberale, per distruggere l’ordine liberale”.Analisi esplicitamente basata su un volume di Vladimir Il’ič Ul’janov Lenin, nientepopodimeno: “L’imperialismo, fase finale del capitalismo”. Che piaceva tanto alla mamma Comencini in Calenda e che “se tu lo rileggi oggi ti mette i brividi” [sic]. Da lui così riassunto:i monopòli, finito di estrarre il valore all’interno del loro sistema politico, vogliono estrarlo da un altro sistema politico e lì nasce l’imperialismo. E quel tipo di legame tra capitalismo oligarchico, imperialismo, monopolisti, è l’inizio del conflitto che portò alla Prima Guerra Mondiale … Perché conta di più quello che un oligopolio o un monopolio estrae da un’altra nazione, piuttosto che le persone che in guerra ci vanno. A questo dobbiamo essere molto attenti.Orbene, di fronte a tale perla del sapere bolscevico, in procinto di rovinare, per 70 anni, la Russia ed il mondo intero … ci si sarebbe aspettato che il ministro opponesse qualche resistenza. Invece, niente. Egli prima cita un aneddoto personale, per spiegare che rivolgersi a Chat-GPT (azienda americana, notoriamente) “è un dramma, è una cosa drammatica”. Per poi chiosare: “prima o poi bisognerà dire che la libertà d’informazione ha un senso se è informazione, ma se è disinformazione qualche tema dobbiamo porcelo”. Poi si allarga, con il seguente pistolotto:quelli erano i nostri modelli, Carlo; perché la democrazia americana è stata nostro modello; perché la crescita economica americana è stata nostro modello. E ci troviamo invece adesso ad avere due modelli che ci propongono delle soluzioni che (sono molto diverse, con l’americana, quella russa o cinese) ma alla fine tutti passano attraverso un popolo che dovrebbe scaricarsi la coscienza dalla responsabilità di decidere sul proprio futuro.Cioè, sia pur “alla fine” e certamente per obbligo di cortesia, pure Crosetto dice che Trump è un autocrate. Perciò, la guerra all’Iran, già persa in partenza ed una volta inutile ed economicamente dannosa, sarebbe pure la guerra di un autocrate.(5) contraria ai valori europeiSullo stesso filone altre dichiarazioni, circa “la consapevolezza che noi da soli dobbiamo in qualche modo garantire … valori che altrimenti moriranno con l’Europa”. Più precisamente, “sappiamo che la vita di un uomo è sacra … sappiamo che nessuno di noi, per vincere qualcosa, pensa di poter uccidere l’altro”.Con conseguente pistolotto sui tempi nostri “in cui l’Europa ha bisogno di trovare delle guide … perché se non la batte gli egoismi nazionali, le autocrazie abbatteranno le nostre nazioni”.Il che esplicitamente significa che la guerra all’Iran, già persa in partenza ed una volta inutile ed economicamente dannosa e guerra di un autocrate, sarebbe pure contraria ai nostri valori.(6) due volte inutileVa bene ma, allora, per tornare a Lenin che piace tanto a Calenda: Che fare?. Così Crosetto: “vanno ricostruite le regole internazionali … è un mondo complesso, nel quale c’è un ruolo per l’Europa”.Regole internazionali, che consentirebbero di “mettere in sicurezza Hormuz con una coalizione internazionale, senza mandato dell’Onu”, “perché, se l’Onu per caso fosse bloccato e porto 42 Paesi o 32 o 48 Paesi a fare una missione internazionale, il diritto internazionale è ampiamente garantito”.Il ministro non lo dice, ma è implicito che, “dopo la tregua” e di fronte a tale flotta, i Pasdaran ed il potere religioso iraniani, sin qui dipinti come immarcescibili, se ne starebbero cheti. Il che consentirebbe di raggiungere un obiettivo che conta assai per il governo italiano: “noi non possiamo tollerare un mondo in cui qualunque nazione sia su un choke point che strozza il resto del mondo”.E l’obiettivo americano? Esso sarebbe inutile, in quanto: “la Cina andrebbe analizzata, non è tutto oro quello che luccica: il più alto debito pubblico al mondo … il più alto numero di disoccupati al mondo … la più grande crisi industriale che c’è stata dopo il Covid”; in sintesi, la Cina sarebbe “molto più debole di quello che sembra”.E l’obiettivo israeliano? Certo, il nostro ministro non si spinge a dire inutile pure la guerra di Israele: la bomba atomica, “gli Israeliani sono certi che il giorno dopo che l’avessero la butterebbero su Israele”. Semplicemente, di questo aspetto egli non si occupa (almeno, non negli interventi che stiamo commentando).Perciò, la guerra all’Iran, già persa in partenza ed una volta inutile ed economicamente dannosa e guerra di un autocrate e contraria ai nostri valori, sarebbe pure due volte inutile.(7) incostituzionaleCome si vede, fra Meloni e Trump, il punto di rottura è ben più largo del mero nostro rifiuto ad intervenire prima di un cessate-il-fuoco: “Trump ci ha chiesto, non formalmente, di scendere in guerra al loro fianco contro l’Iran”. Al contrario, il punto di rottura è la guerra stessa all’Iran.Perciò, dedichiamo solo uno sguardo al giudizio costituzionale del ministro, secondo il quale: “l’Italia non può scendere in guerra con nessuno, lo dice la Costituzione”.Affermazione manifestamente infondata, in quanto la Costituzione non dice affatto che l’Italia non può scendere in guerra con chi le ha mosso guerra … ciò che l’Iran ha fatto quattro volte: prima bombardando i nostri amici negli Stati del Golfo, poi i nostri militari in Kuwait, poi i nostri militari ad Erbil, infine i nostri mercantili. Ciò che il ministro conosce: “l’Iran ha capito che non poteva combatterla, né vincerla sul suo territorio e l’ha allargata ai Paesi del Golfo, a Hormuz e quindi al resto del mondo”. Ma, appunto, l’obiezione radicale di Crosetto a Trump va ben al di là della Costituzione italiana.ConclusioniInsomma, Crosetto presenta una critica radicale alla guerra all’Iran: in quanto persa in partenza e due volte inutile ed economicamente dannosa e guerra di un autocrate e contraria ai nostri valori ed incostituzionale.Ed accadrà pure che, come dice il ministro, “Trump prenderà atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull’Italia”. Ma verrebbe da chiedersi se a mostrarsi ingeneroso e affrettato non sia stato lo stesso nostro Ministro, piuttosto. Quanto meno, lo inviteremmo ad esercitare maggiore prudenza, anche dialettica.L'articolo Il giudizio “ingeneroso e affrettato” è quello di Crosetto sulla guerra di Trump proviene da Nicolaporro.it.