RabbitOS 2: il Rabbit R1 si riscatta con un aggiornamento sostanziale (ma i dubbi restano)

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Chi si ricorda ancora del Rabbit R1? Il piccolo gadget arancione debuttò a inizio 2024 con una valanga di preordini, salvo poi deludere quasi tutti una volta arrivato nelle mani dei recensori: prestazioni mediocri, qualche problema di privacy e la sensazione diffusa che fosse poco più di un'app con una scocca carina. Ora Rabbit ci riprova con un aggiornamento sostanziale del sistema operativo, chiamato RabbitOS 2, che non si limita a ritoccare l'interfaccia ma cambia abbastanza da meritare un secondo sguardo.L'hardware resta identico, nessuna sorpresa da quel lato. Le novità sono tutte software, e alcune sono più interessanti di quanto ci aspettassimo. Il pacchetto di aggiornamenti tocca più aree: prestazioni generali migliorate, interazione vocale più precisa, riconoscimento dell'ambiente tramite fotocamera più affidabile e, sorprendentemente, una batteria più efficiente nonostante l'interfaccia sia ora arricchita di animazioni ed effetti sonori aggiuntivi.Il punto più interessante riguarda però le registrazioni vocali. Rabbit promette trascrizioni di qualità superiore, con riassunti contestuali più pertinenti e la possibilità di fare domande dirette sul contenuto registrato, senza dover scorrere la trascrizione o riascoltare tutto da capo. Una funzione che, se funziona davvero bene, trasforma R1 in qualcosa di più simile a un taccuino vocale intelligente che a un semplice assistente AI.Tutto questo è incluso nel prezzo base, senza abbonamenti aggiuntivi, e si possono aggiungere scorciatoie e comandi personalizzati a piacere. La funzione più ambiziosa di RabbitOS 2 è quella che Rabbit chiama DLAM: in pratica, R1 può agire come agente AI per il vostro computer, permettendo di gestire attività sul PC tramite comandi vocali, sia in locale che via cloud. L'idea è simile a quello che stanno facendo altri player del settore, come Claude Dispatch di Anthropic o Claude sul Mac: un dispositivo fisico separato che controlla il computer a voce, senza dover toccare tastiera o mouse.È un'idea che ha senso sulla carta, ma che nella pratica dipende quasi tutto da quanto sia stabile e precisa l'esecuzione. Rabbit R1 non ha convinto su questo fronte al lancio, quindi aspettiamo prove concrete prima di esultare. Rabbit R1 costa 199 dollari (circa 169 euro al cambio attuale) su Amazon o sul sito ufficiale. In questo periodo è attiva una promozione per l'anniversario dal lancio che lo porta a 160 dollari, circa 135 euro: non è un prezzo folle per un gadget AI tascabile, ma è comunque una cifra che richiede fiducia in un prodotto che ha già deluso una volta.L'articolo RabbitOS 2: il Rabbit R1 si riscatta con un aggiornamento sostanziale (ma i dubbi restano) sembra essere il primo su Smartworld.