Chi sciopera il primo maggio: dal pubblico al settore privato ecco chi si ferma

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Non sarà solo una giornata di Festa dei lavoratori: lo sciopero del primo maggio 2026 indetto dai sindacati USI-CIT, rischia di condizionare pesantemente la mobilità in tutta Italia. La mobilitazione nazionale, che coinvolge sia il settore pubblico che quello privato, è stata proclamata per accendere i riflettori sui salari, sulla sicurezza e sulla precarietà dei lavoratori italiani in tutti i settori. Ecco rischia di fermarsi, dagli uffici comunali ai trasporti locali, e quali sono i servizi essenziali che resteranno attivi.Le motivazioni e chi sarà coinvolto Alla base della mobilitazione indetta per il primo maggio vi sono rivendicazioni precise legate al mondo del lavoro. Il sindacato punta il dito contro le attuali condizioni occupazionali, chiedendo interventi strutturali sui livelli salariali e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Per questo motivo l’iniziativa coinvolge tutti i settori pubblici e privati su scala nazionale. Sono coinvolti potenzialmente uffici pubblici, amministrazioni comunali, sportelli al cittadino e servizi territoriali, con possibili riduzioni dell’orario di apertura o sospensioni delle attività. Anche il settore privato, in particolare commercio e servizi, potrebbe aperture parziali o personale ridotto nelle attività commerciali. L’impatto effettivo dello sciopero dipenderà comunque dal livello di adesione nelle singole realtà lavorative. Nel settore dei trasporti, in particolare, le conseguenze varieranno in base alla partecipazione dei lavoratori nelle diverse aziende locali. Servizi essenziali e fasce di garanziaSaranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali previsti dalla normativa vigente. Nel settore dei trasporti resteranno attive le fasce di garanzia dalle 7:00 alle 10:00 e dalle 18:00 alle 21:00, durante le quali il servizio dovrà essere assicurato. Al di fuori di queste fasce potranno verificarsi interruzioni o riduzioni delle corse, sempre in relazione al livello di adesione del personale. Saranno inoltre garantiti i servizi di emergenza sanitaria, come pronto soccorso e interventi urgenti. Al contrario, le attività non urgenti, le visite programmate e le prestazioni amministrative nelle ASL potrebbero subire rinvii o riprogrammazioni a causa dell’adesione del personale allo sciopero.I prossimi scioperi previsti a maggioPer mercoledì 6 e giovedì 7 maggio l’astensione dal lavoro è indetta da Cobas Scuola e da Usb Pi. La protesta è contro i test Invalsi previsti nella scuola primaria, oltre ai salari e le pensioni nel mondo dell’istruzione. I Cobas invitano il personale docente e Ata a scegliere il giorno di sciopero che possa incidere maggiormente sull’organizzazione scolastica. Altri due scioperi generali di un’intera giornata sono previsti il 15 e 16 maggio, con Csle, e il 29 maggio, con diverse sigle sindacali. Dal 25 al 29 si fermaranno i camionisti e le imprese di autotrasporto in tutta Italia contro il caro carburanteL'articolo Chi sciopera il primo maggio: dal pubblico al settore privato ecco chi si ferma proviene da Open.