di Shorsh Surme – L’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e diverse altre figure di spicco, insieme a comandanti delle Guardie Rivoluzionarie, sono stati uccisi nei raid aerei statunitensi e israeliani. Nonostante ciò, il regime ha mantenuto la propria capacità di pianificazione strategica e operativa nella guerra scoppiata il 28 febbraio.L’attuale regime della Repubblica Islamica, nato dalla rivoluzione del 1979, si fonda su una complessa architettura di potere multilivello, costruita più sulla salvaguardia del sistema clericale che sull’autorità di singoli individui.Di seguito una panoramica delle figure che oggi esercitano potere e influenza all’interno di una gerarchia di comando profondamente scossa dagli eventi, ma finora rimasta operativa.Ahmad Vahidi – Comandante delle Guardie Rivoluzionarie.Nominato dopo l’uccisione dei suoi due predecessori, è una figura di lunga data nelle Guardie. Ha partecipato alla guerra Iran-Iraq, guidato la Forza Quds, ricoperto il ruolo di ministro della Difesa e svolto un ruolo centrale nella repressione del dissenso interno.Esmail Qaani – Comandante della Forza Quds.Riservato e poco incline alla visibilità pubblica, gestisce le relazioni dell’Iran con i gruppi alleati nella regione dal 2020, anno in cui ha sostituito Qassem Soleimani, ucciso in un attacco di droni statunitensi.Mohammad Bagher Ghalibaf – Presidente del Parlamento dimissionario.Ex comandante dell’IRGC, già sindaco di Teheran e candidato presidenziale non eletto, è oggi una delle figure politiche più influenti. Nelle ultime settimane la sua voce ha acquisito ulteriore peso nel definire la posizione iraniana nel conflitto. Secondo un funzionario israeliano e una fonte informata, avrebbe negoziato con gli Stati Uniti negli ultimi giorni.Ayatollah Gholamhossein Mohseni Ejei – Capo del potere giudiziario.Ex capo dei servizi segreti, è stato sanzionato per il ruolo nella repressione delle proteste del 2009. È considerato una delle figure più intransigenti dell’establishment.Masoud Pezeshkian – Presidente della Repubblica.Pur avendo un potere ridotto rispetto al passato, la presidenza resta la più alta carica elettiva del Paese. I limiti della sua autorità sono emersi chiaramente quando, dopo essersi scusato con gli Stati arabi del Golfo per gli attacchi subiti, è stato costretto dalle Guardie Rivoluzionarie a ritrattare parzialmente.Saeed Jalili – Ex capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.Veterano della guerra Iran-Iraq e figura tra le più conservatrici, è stato candidato alla presidenza nel 2024. Ex negoziatore sul nucleare, è noto per le sue posizioni rigide.Ayatollah Ali Reza Arafi – Membro del Consiglio dei Guardiani.Religioso di primo piano, è una figura chiave dell’organo che vaglia i candidati alle elezioni. La sua credibilità gli è valsa un posto nel consiglio provvisorio di tre membri che ha governato l’Iran dopo la morte di Khamenei.Abbas Araqchi – Ministro degli Esteri.Diplomatico esperto, ha condotto per anni negoziati cruciali con Paesi occidentali, Russia, Cina e con gli Stati arabi vicini e rivali.Mohsen Rezaei – Consigliere militare e figura chiave delle Guardie.Secondo fonti dell’opposizione iraniana citate da Al-Hurra, Rezaei guiderebbe il consiglio di guerra di tre membri in assenza della nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei. Ex comandante delle Guardie dal 1981 al 1997, ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo delle capacità militari, in particolare del programma missilistico. È considerato uno dei leader più intransigenti e determinati a proseguire il conflitto.La Guida Suprema Ali Khamenei è stato ucciso nei primi attacchi della guerra. Dal 1989 aveva esercitato un’autorità assoluta su tutte le istituzioni del regime.Secondo la dottrina della Velayat-e Faqih (Tutela del Giurista Islamico), la Guida Suprema esercita il potere politico e religioso in nome del Dodicesimo Imam, ritenuto scomparso nel IX secolo. Il suo ufficio, noto come “la Casa”, coordina e supervisiona tutte le principali istituzioni statali.La nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, ha ereditato formalmente questi poteri, ma non gode dell’autorità automatica del padre. Essendo stato scelto dalle Guardie Rivoluzionarie, potrebbe trovarsi in una posizione di dipendenza da esse. Rimasto ferito nei raid aerei, non è ancora apparso in pubblico: solo due dichiarazioni scritte sono state diffuse, alimentando interrogativi sulle sue condizioni.Il ruolo delle Guardie RivoluzionarieL’influenza delle Guardie è cresciuta costantemente negli ultimi decenni. Dopo la morte di Khamenei e l’ascesa di Mojtaba, il loro ruolo nel processo decisionale strategico è diventato ancora più centrale.La loro struttura “a mosaico”, con successori predefiniti per ogni comando e unità capaci di operare autonomamente, ha permesso continuità anche dopo l’uccisione di numerosi alti ufficiali all’inizio del conflitto e nei raid dell’anno precedente.