Vampire Crawlers: perché dovreste giocare al roguelite deckbuilder italiano che nessuno si aspettava

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C'è un momento, nelle prime run di Vampire Crawlers: The Turbo Wildcard from Vampire Survivors, in cui si capisce che il gioco non è quello che sembra. O meglio: è esattamente quello che sembra, ma è anche molto di più. Quello che in superficie appare come uno spin-off simpatico e un po' matto si rivela, run dopo run, uno dei roguelite deckbuilder più intelligenti e compulsivi degli ultimi anni. E il fatto che dietro ci sia Poncle, software house italiana che nel 2022 ha cambiato le carte in tavola del genere roguelite con Vampire Survivors, non dovrebbe sorprendere nessuno. O forse sì, visto che questa volta il genere è completamente diverso. Chi conosce Vampire Survivors sa di cosa si tratta: un reverse bullet-hell, ovvero un gioco in cui non siete voi a sparare direttamente ai nemici ma è il vostro personaggio a farlo in automatico mentre voi vi limitate a muovervi, costruendo build sempre più assurde fino a riempire lo schermo di proiettili. Semplice in apparenza, profondissimo nella pratica.Vampire Crawlers prende personaggi, nemici, armi e ambientazioni di Survivors e li trapianta in un genere completamente diverso: un dungeon crawler in prima persona a turni, con un sistema di combattimento basato su carte. Non è un seguito, non è un remake. È uno spin-off che usa il materiale del gioco originale come vocabolario per raccontare qualcosa di nuovo, e lo fa con una naturalezza che lascia disorientati.Chi ha giocato a Vampire Survivors riconoscerà immediatamente il Coltello, la Frusta, la Croce, l'Ascia e tutte le altre armi iconiche, qui trasformate in carte da giocare in battaglia. Riconoscerà i nemici, le ambientazioni, i personaggi. Ma il modo in cui tutto questo viene usato è radicalmente diverso, e funziona. Ogni run di Vampire Crawlers si svolge in un dungeon a più piani, navigato in prima persona su una griglia. Ci si muove stanza per stanza, si aprono forzieri, si distruggono candelabri, si raccoglie esperienza e oro, e inevitabilmente si incontrano nemici. Quando si entra in combattimento, il gioco passa a una schermata a turni in cui si gioca una mano di carte attingendo al proprio mazzo.Nelle fasi iniziali di ogni livello, quando i nemici sono ancora abbordabili, c'è un comodo pulsante per giocare automaticamente tutte le carte in mano in un colpo solo: utile per sbrigarsi e andare avanti. Ma man mano che si avanza, scegliere autonomamente l'ordine con cui giocarle diventa non solo importante ma spesso decisivo. Il sistema combo è il cuore di tutto. Le carte hanno un costo in mana che va da zero in su, e giocarle in ordine crescente di costo attiva un moltiplicatore che potenzia gli effetti di quelle successive. Giocare un costo zero, poi un uno, poi un due non è solo efficiente: è la differenza tra sopravvivere e fare danni enormi in un singolo turno. Non è complicato da capire sulla carta, ma padroneggiarlo richiede qualche run. Il gioco lo sa e non si fa problemi a punire chi improvvisa nelle fasi più avanzate, pur senza mai diventare quel tipo di roguelite che ti costringe a rifare cento volte lo stesso livello per sbloccare qualcosa. Le gemme aggiungono un ulteriore strato: la maggior parte delle carte ha uno o più slot in cui inserirle, modificandone il comportamento in modo spesso radicale. Una carta che genera mana diventa esponenzialmente più forte se ci si infila una gemma che pesca carte aggiuntive. Una carta d'attacco normale può diventare uno strumento per costruire combo infinite. È in questa fase, quando si inizia a capire le sinergie, che Vampire Crawlers mostra la sua vera natura. I personaggi giocabili, detti Crawlers, non sono semplici avatar con statistiche diverse. Ognuno porta nel mazzo un set di carte iniziali e abilità passive uniche, e può essere giocato anche come carta durante i combattimenti per ottenere bonus temporanei. Se ne possono portare fino a tre contemporaneamente, e la combinazione tra di loro definisce spesso la direzione della run molto prima di entrare nel primo dungeon. Poe Ratcho, il cui nome in italiano suona come qualcosa di non esattamente lusinghiero, è un ottimo esempio di personaggio che cresce in modo esponenziale: specializzato nel danno ad area e nella pesca di carte, nelle fasi avanzate di una run ben costruita permette di arrivare a giocare l'intero mazzo in un singolo turno. Arca Ladonna, il cui nome è meglio non tradurre troppo letteralmente, segue una filosofia simile puntando sull'accumulo di mana, aprendo la strada a turni da decine di carte giocate in rapida successione. Il risultato visivo, con armi che volano da tutte le parti in un caos pixelato, è la stessa soddisfazione viscerale di Vampire Survivors, raggiunta però attraverso pianificazione e strategia invece che con il fuoco automatico. Poncle nasce in Italia, e chi ha giocato a Vampire Survivors lo sa già: i riferimenti alla cultura italiana sono una firma riconoscibile dello studio. In Vampire Crawlers questa tradizione viene portata avanti con ancora più sfacciataggine. Tra le carte si trovano l'Aglio, la Nduja, la Rebbibbia, che rimanda sia all'arma volante "Bibbia" di Survivors sia al celebre carcere romano (e probabilmente a Zerocalcare non è sfuggita). C'è il PolentÍr, che è esattamente quello che sembra: il Palantír del Signore degli Anelli, ma fatto di polenta. Il Peachone, piccione pixelato che bombarda i nemici a fine turno, è già un veterano di Vampire Survivors. C'è Giovanna Grana, omaggio nemmeno troppo velato al celebre pastificatore Giovanni Rana, O'Sole Meeo, e così via, praticamente all'infinito. Non sono Easter egg nascosti: sono parte dell'identità del gioco, un umorismo assurdo e genuinamente nostrano che in Italia si apprezza in modo del tutto particolare. E che dire del trailer in perfetto stile Piccol della Gialappa's Band? Una citazione dietro l'altra, anche nel materiale promozionale. Come si fa a non volergli bene? Tra una run e l'altra si torna al villaggio, hub centrale in cui spendere l'oro accumulato per sbloccare nuovi Crawlers, potenziamenti permanenti alle statistiche e nuove strutture. È un loop classico del genere, ma eseguito con la stessa cura ossessiva che Poncle aveva messo in Vampire Survivors: rarissime sono le run che finiscono senza aver sbloccato qualcosa o guadagnato abbastanza oro per un potenziamento. Le Reliquie sono l'elemento che cambia il gioco in senso letterale. Si trovano nelle fasi più avanzate dei dungeon e introducono meccaniche completamente nuove: la Reliquia che sblocca gli Arcani, per esempio, aggiunge al sistema carte con potenziamenti passivi attivi fin dall'inizio della battaglia, modificando radicalmente l'approccio strategico a ogni run in quanto si tratta di un roguelite e avere certi vantaggi sin da subito cambia tutto. Sono quindici in totale, e ognuna di quelle scoperte fino a questo punto ha cambiato qualcosa di sostanziale nel modo di costruire i mazzi e affrontare i dungeon. In un roguelite, è esattamente quello che si vuole. Vampire Crawlers costa 9,99 euro. Una pizza, letteralmente. E per quei soldi si ottiene un gioco che gira da dio anche su hardware modesto, che sulle console portatili come Steam Deck e Nintendo Switch è praticamente perfetto per via della sua natura a turni, e che su smartphone starebbe benissimo, dove probabilmente prima o poi arriverà. Per chi gioca su PC o Xbox, è già disponibile nel catalogo Xbox Game Pass Ultimate e nel più economico Xbox Game Pass PC, il che significa che per chi è già abbonato il costo è zero. È il tipo di gioco da cui non ci si stacca. Si dice "ancora una run" e ci si ritrova un'ora dopo ancora lì, a ottimizzare gemme e sinergie tra carte come se la vita dipendesse da questo. Il paragone con Vampire Survivors regge anche qui: come il predecessore, Vampire Crawlers ha quella qualità rara di essere immediatamente accessibile e progressivamente sempre più profondo, senza mai smettere di premiare chi vuole capire come funziona davvero. Nuovi contenuti ed espansioni arriveranno quasi certamente, visto l'enorme supporto post-lancio che Poncle ha sempre garantito ai propri giochi, ma già nella forma attuale ce n'è abbastanza per tenersi occupati per settimane. Chi conosce Vampire Survivors troverà un gioco pieno di affetto per il materiale di partenza, con abbastanza citazioni e rimandi da far sorridere a ogni angolo. Chi non lo conosce troverà comunque un deckbuilder solido, originale nella forma e generoso nei contenuti. In entrambi i casi, è difficile fermarsi. Avete un Xbox Game Pass? Scaricatelo adesso. Non ce l'avete? Quei 9,99€ li rivedrete sicuramente in ore di gioco.L'articolo Vampire Crawlers: perché dovreste giocare al roguelite deckbuilder italiano che nessuno si aspettava sembra essere il primo su Smartworld.