La Cina fa saltare il banco: stop alla trattativa Manus-Meta. Un avvertimento agli Usa

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La Cina dice stop. Come si immaginava, per motivi di sicurezza nazionale, il governo di Pechino pone il veto all’acquisizione di Manus – creato dalla startup Beijing Butterfly Effect Technology – da parte di Meta. Richiederà quindi di “ritirare la transazione di acquisizione”, scrive la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma. Niente di sorprendente. Il mese scorso, le autorità cinesi avevano già vietato ai due co-fondatori della startup di intelligenza artificiale Xiao Hong e Yichao Ji di lasciare il Paese. Ci si aspettava quindi una decisione simile. La trattativa sembrava a buon punto. E sarebbe stata tra le operazioni più importanti di tutte, visto che l’azienda di Mark Zuckerberg sarebbe stata pronta a sborsare 2 miliardi di dollari. Per lei tutto è stato svolto secondo la normativa. E invece, niente da fare.Il motivo va ritrovato sempre nella contesa geopolitica che coinvolge Cina e Stati Uniti. La tecnologia, e quindi l’intelligenza artificiale, resta un campo di competizione fondamentale. Se Pechino è perfettamente consapevole della sua arretratezza rispetto al know-how americano, Washington è altrettanto conscia del recupero da parte cinese. Lo dimostra la grande emersione di aziende più o meno note che hanno realizzato modelli di IA a basso costo ma altamente performanti (come quelli lanciati da DeepSeek), in grado di sfidare i competitor a stelle e strisce. Sintomo di un dinamismo interno molto attivo.Il fatto che la Cina arrivi a bloccare l’operazione dimostra l’intenzione di proteggere il suo settore. Per rilanciarlo, le autorità hanno pensato a una serie di iniziative volte a stimolare l’imprenditoria. L’ambiente che si è creato è dunque estremamente favorevole per le aziende cinesi. Alcune però cercano di allontanarsi dalla madre patria per ottenere i capitali occidentali. Manus è una di queste: nata in Cina, ha poi deciso di trasferire la sua sede a Singapore. E questo a Pechino è malvisto. La preoccupazione principale è che, con queste operazioni, il paese venga privato dei suoi talenti. Per cui vincere la battaglia digitale con gli Usa sarebbe molto più difficile.La decisione del governo cinese apre però una serie di domande. Bloccare in questo momento l’operazione potrebbe essere meno semplice del previsto. A sottolinearlo è Bloomberg, che fa notare come i dipendenti di Manus siano già entrati a far parte del team di Meta. Gli investitori inoltre hanno ricevuto la loro parte, il capitale è stato già trasferito e i dirigenti si sono uniti alla squadra di IA dell’azienda americana. Motivo per cui lo stop viene visto come un messaggio lanciato alle altre aziende. Per di più, a poche settimane dall’arrivo di Donald Trump in Cina, quando si incontrerà con Xi Jinping per la prima volta durante il suo secondo mandato.