Minetti rompe il silenzio e accusa il “Fatto”: “Lesa la mia reputazione, agirò in giudizio”. Ma non entra nel merito

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Le informazioni diffuse sono “prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare”. Dopo giorni di silenzio, l’esplosione del caso con l’intervento del Colle costringe Nicole Minetti a rispondere agli scoop del Fatto su tutto ciò che non torna nella sua domanda di grazia. L’ex igienista mentale di Berlusconi, regina del “bunga-bunga” di Arcore, annucia di aver dato mandato ai propri legali affinché “procedano con formale diffida nei confronti dei giornalisti e della testata dalla diffusione di ulteriori notizie false, diffamatorie e lesive”. Minetti annuncia anche di voler “procedere con le opportune azioni legali” contro il Fatto “nelle sedi competenti”, e conclude invocando “l’intervento delle competenti autorità“, sembra di capire il Garante per la privacy, “affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e vengano adottati i provvedimenti necessari a tutela dei dati sensibili e dei propri familiari”.Nel merito, però, l’ex consigliera regionale lombarda non replica ad alcuna delle rivelazioni fatte da Thomas Mackinson sul nostro giornale. A partire dall’ultima puntata, che sbugiarda la narrazione sul bimbo “abbandonato alla nascita” grazie alla quale Minetti ha ottenuto la clemenza: in realtà genitori del bimbo sono vivi e identificati, e la potestà sul figlio è stata tolta loro solo nel 2023 grazie a una causa intentata da lei e dal suo compagno, l’imprenditore milionario Giuseppe Cipriani. Ancora prima, avevamo scritto del lato oscuro di Cipriani, socio occulto del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, e delle feste a base di giovanissime squillo nella sua villa in Uruguay: a scegliere le ragazze, ci ha raccontato una fonte, era proprio Minetti (“Esta chica me gusta, esta no”).L'articolo Minetti rompe il silenzio e accusa il “Fatto”: “Lesa la mia reputazione, agirò in giudizio”. Ma non entra nel merito proviene da Il Fatto Quotidiano.