Quanto crescerà l’Italia? Le stime del governo (e cosa potrà fare su tasse e redditi)

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Il nuovo Documento di finanza pubblica (Dfp) 2026 delinea un quadro economico prudente per l’Italia nei prossimi anni, segnato da una crescita contenuta e da un’inflazione in graduale rientro. Secondo le stime ufficiali, “nel triennio 2027-2029 la crescita del Pil rimarrebbe allo 0,6% nel 2027 e si attesterebbe allo 0,8% in entrambi gli anni successivi, con l’inflazione al 2% nel 2027, 1,5 nel 2028 e 1,9 nel 2029”, evidenziando un ritmo di espansione moderato ma stabile.Per il 2026, il documento prevede un tasso di disoccupazione medio al 5,5%, mentre l’inflazione, misurata dal deflatore dei consumi, “accelererà al 2,8 per cento, con un picco nel quarto trimestre”. Un dato che riflette le tensioni ancora presenti sul fronte dei prezzi, soprattutto legate al contesto internazionale.Pil frenato dal contesto globale e dalla guerraLe prospettive di crescita risultano influenzate da fattori esterni, in particolare dalle tensioni geopolitiche. “Per l’anno in corso si prospetta una crescita dello 0,6% (dallo 0,7 della precedente previsione ufficiale di ottobre), con effetti del conflitto concentrati nella parte centrale dell’anno”, si legge nel documento. Il nuovo scenario internazionale avrebbe ridotto la crescita di 0,2 punti percentuali nel 2026, con effetti ancora più marcati nel 2027.Il riferimento è allo shock generato dal conflitto in Medio Oriente, che ha inciso sulle dinamiche economiche globali. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sottolinea che “il contagio è per il momento limitato agli indicatori finanziari e di percezione e non si è ancora propagato all’economia reale”, ma avverte che restano numerose incognite legate alla durata del conflitto e alle sue conseguenze sulle forniture energetiche.Il worst case scenarioIn uno scenario alternativo in cui permanesse “una situazione altamente conflittuale, con un’evoluzione più avversa e un ritorno molto più lento a condizioni distese delle principali variabili internazionali che influenzano l’economia italiana”, l’impatto sulla crescita del Pil, rispetto allo scenario di base previsto dal governo, sarebbe di -0,2 punti percentuali quest’anno, di -0,8 punti il prossimo e di -0,1 punti nel 2028.È lo scenario di rischio analizzato in un focus del Dfp. Se così fosse, il Pil 2026, che il governo stima al +0,6%, si ridurrebbe allo 0,4%; nel 2027 si scenderebbe in recessione a -0,2% (dal +0,6% al momento previsto); nel 2028 si attesterebbe al +0,7% (anziché +0,8%).Lo shock dello Stretto di HormuzUno degli elementi più critici riguarda l’energia. Giorgetti spiega che l’operazione militare del 28 febbraio ha segnato una svolta, poiché “in conseguenza dell’immediata riduzione dell’offerta di materie prime energetiche che ha seguito la chiusura dello Stretto di Hormuz, le quotazioni hanno osservato rialzi repentini”. Questo ha avuto effetti immediati sui mercati finanziari, con un aumento della volatilità e un peggioramento della fiducia di famiglie e imprese.Anche lo spread tra Btp e Bund ha risentito dello shock. Dopo aver toccato minimi storici intorno ai 60 punti base, è salito fino a quota 90-100 punti, per poi ridimensionarsi senza però tornare ai livelli precedenti. Un segnale che, pur in un contesto di tensione, evidenzia una maggiore solidità dei fondamentali economici rispetto al passato.Crescita 2025 sostenuta dalla domanda internaIl documento traccia anche un bilancio dell’anno precedente. Nel 2025 “l’economia italiana ha registrato una crescita dello 0,5 per cento in termini reali”, sostenuta soprattutto dalla domanda interna. I consumi privati sono cresciuti dell’1,1% e gli investimenti del 3,5%, mentre le esportazioni hanno mantenuto una buona tenuta.Tuttavia, l’aumento più marcato delle importazioni rispetto all’export ha generato un contributo negativo alla crescita del Pil. Questo squilibrio evidenzia la fragilità del quadro economico, ancora esposto alle dinamiche internazionali.Deficit in calo ma margini ridottiSul fronte della finanza pubblica, il Dfp conferma un percorso di graduale miglioramento. “È possibile confermare sia il ritorno del deficit sotto la soglia del 3% del Pil entro quest’anno sia la sua ulteriore riduzione negli anni successivi, fino al raggiungimento del 2,1% nel 2029”. Un risultato che potrebbe consentire all’Italia di uscire dalla procedura per deficit eccessivo già nel 2027.Anche il rapporto debito/Pil è previsto in calo, dopo un picco al 138,6%, fino al 136,3% nel 2029. Tuttavia, il quadro resta delicato. Giorgetti avverte che “i margini di bilancio risultano particolarmente assottigliati”, a causa del deterioramento degli indicatori e della necessità di contrastare il caro energia.Possibili interventi e ruolo dell’EuropaIl governo si prepara a intervenire per sostenere famiglie e imprese, ma con risorse limitate. “Di fronte a uno shock di tale portata, il governo continuerà a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese”, afferma Giorgetti, sottolineando però che eventuali misure aggiuntive potrebbero incidere sui conti pubblici.In caso di peggioramento del quadro economico, l’esecutivo guarda anche all’Europa. “Sosterremmo proposte che consentissero di dare efficaci risposte da parte della Commissione europea alla grave congiuntura economica”, si legge nel documento, lasciando aperta la porta a interventi coordinati a livello comunitario.Rischi elevati secondo l’UpbIl quadro macroeconomico è stato validato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, che ha ritenuto le stime “ricomprese in un intervallo accettabile”. Tuttavia, l’Autorità guidata da Lilia Cavallari mette in guardia: “lo scenario internazionale è esposto a fortissimi rischi e le previsioni potrebbero essere riviste, anche in misura significativa, nell’arco di un breve intervallo di tempo”.Un avvertimento che sintetizza bene il momento attuale: l’economia italiana resta su un sentiero di crescita moderata, ma fortemente condizionata da fattori esterni e da equilibri ancora instabili.Enrico Foscarini, 23 aprile 2026L'articolo Quanto crescerà l’Italia? Le stime del governo (e cosa potrà fare su tasse e redditi) proviene da Nicolaporro.it.