Il potere mediatico di Sydney Sweeney ha raggiunto un traguardo singolare: finire in prima pagina anche per i film in cui non compare. Come confermato da Entertainment Weekly, l’attesissimo sequel de “Il Diavolo veste Prada” (in arrivo nelle sale italiane il prossimo 29 aprile distribuito da The Walt Disney Company Italia, e il 1° maggio negli Stati Uniti) dovrà fare a meno dell’attrice, il cui cameo è stato eliminato in fase di montaggio.La scorsa estate, la star era stata paparazzata nei pressi del set, alimentando speculazioni ora confermate: Sweeney aveva effettivamente girato una breve scena nei panni di sé stessa per l’incipit del film. Nella sequenza, Andy Sachs (Anne Hathaway), Nigel (Stanley Tucci) e Miranda Priestly (Meryl Streep) si recano da Emily Charlton (Emily Blunt) — divenuta responsabile delle operazioni di Dior negli Stati Uniti — per cercare di salvare gli investimenti pubblicitari del brand nella rivista Runway dopo lo scandalo legato alla pubblicazione di un articolo. In quel frangente, Emily era intenta a fare da stylist proprio a una celebre cliente: Sydney Sweeney.Il taglio e le polemiche recentiLa motivazione ufficiale trapelata per l’esclusione è di natura prettamente tecnica: la scena non si integrava bene con il ritmo e la struttura dell’apertura del film, spingendo il team a rimuoverla a malincuore. Al momento, né Disney né i rappresentanti dell’attrice hanno rilasciato dichiarazioni. Tuttavia, il silenzio istituzionale ha lasciato spazio a speculazioni diverse. Alcune indiscrezioni legano il taglio alle recenti polemiche che hanno travolto Sweeney per la terza stagione di “Euphoria“ (accolta freddamente dalla critica), in cui il suo personaggio, Cassie, decide di vendere contenuti fetish sulla piattaforma OnlyFans per pagarsi il matrimonio dei sogni. A questo si aggiunge la recente tempesta mediatica legata alla campagna pubblicitaria del marchio di abbigliamento American Eagle: lo slogan scelto per lei lo scorso luglio, “Sydney Sweeney has great jeans” (giocando sull’assonanza fonetica tra la parola jeans e genes, genetica), è stato aspramente accusato online di veicolare sottotesti razziali.Tutti gli altri camei: da Lady Gaga a Donatella VersaceOltre al formidabile quartetto storico (Streep, Hathaway, Blunt e Tucci), il cast si ricompone con il ritorno di Tracie Thoms (nei panni dell’amica gallerista di Andy) e Tibor Feldman (Irv Ravitz, presidente di Elias-Clarke). L’assenza di Sweeney è comunque ampiamente compensata da un parterre di nuovi ingressi di peso, tra cui Justin Theroux, B.J. Novak, Simone Ashley, Caleb Hearon, Patrick Brammall, Rachel Bloom e Kenneth Branagh. Ma un film sul mondo della moda non potrebbe dirsi completo senza le apparizioni del fashion system: il sequel sarà infatti costellato di camei d’eccezione che includono Lady Gaga, Lucy Liu, la stilista Donatella Versace e il celebre stylist delle star Law Roach, chiamati a rafforzare il realismo e il fascino dell’universo di Miranda Priestly.L’uscita del film coinciderà anche con un momento di forte celebrazione personale per due dei protagonisti: il 30 aprile, infatti, Stanley Tucci ed Emily Blunt riceveranno insieme la prestigiosa stella sulla Hollywood Walk of Fame. Una cerimonia che si preannuncia come un vero e proprio affare di famiglia, non solo cinematografica ma anche reale: Tucci è infatti sposato con l’agente letteraria Felicity Blunt, sorella maggiore di Emily.L'articolo Sydney Sweeney tagliata da “Il Diavolo veste Prada 2”: il mistero del cameo eliminato e l’ombra di Euphoria proviene da Il Fatto Quotidiano.