Tre comizi finali alternativi. La festa della Liberazione a Milano si annuncia nel segno delle divisioni: le tensioni geopolitiche cambiano, infatti, il programma delle celebrazioni del 25 aprile. Unica partenza ma tre destinazioni differenti: il corteo tradizionale arriverà, come ogni anno, in piazza Duomo, dove è allestito il palco dell’Anpi; un gruppo si fermerà nella vicina piazza San Fedele, dove il “Coordinamento per la Pace” ha deciso di organizzare un comizio alternativo per “distinguersi dalle ambiguità di quelle organizzazioni e partiti che non si oppongono alla linea guerrafondaia e di riarmo dell’Unione europea”; infine c’è lo spezzone palestinese diretto in piazza Fontana. L’appuntamento per tutti è alle 14 in corso Venezia all’angolo con via Palestro, dove è previsto il concentramento per la manifestazione nazionale organizzata dall’Anpi.Anpi: “Non è bello rompere unità del fronte antifascista”“Non è una novità, è già successo negli anni ’70 che alcuni gruppi politici extraparlamentari si staccassero dal corteo”, commenta il presidente di Anpi Milano, Primo Minelli: “Certamente però non è qualcosa che auspichiamo perché, davanti alle emergenze democratiche che stiamo attraversando, rompere l’unità del fronte antifascista non è una cosa bella. Ma ognuno si assumerà le sue responsabilità”, aggiunge.La Brigata ebraicaNel corteo istituzionale ci sarà la Brigata ebraica che ha annunciato che sfilerà con esponenti dell’associazione Italia-Iran, oltreché con gruppi di ucraini, venezuelani, georgiani e russi anti-Putin: “Una coalizione di popoli che vivono o hanno vissuto sotto il giogo di regimi autoritari, uniti in un messaggio comune: la libertà non è divisibile, e il 25 aprile appartiene a chi la tirannia la combatte davvero”, ha spiegato in una nota la Brigata. “Se si collocano in una posizione di solidarietà con i popoli aggrediti, non c’è nulla da dire – ha commentato Minelli – . L’importante appunto è che sfilino con i popoli aggrediti e non con gli Stati aggressori, da cui invece bisogna prendere le distanze. La centralità del 25 aprile quest’anno è sicuramente il riconoscimento della storia partigiana ma dall’altra parte è la pace, che è quello che noi invochiamo”. Non ci sarà, invece, la partecipazione ufficiale della Comunità Ebraica di Milano per “la coincidenza della ricorrenza con lo Shabbat” e perché, fanno sapere, “negli ultimi anni è diventato sempre più difficile partecipare serenamente alle celebrazioni”.Il Coordinamento per la PaceI conflitti e la corsa al riarmo sono alla base della scelta del “Coordinamento per la Pace” di proseguire verso piazza San Fedele. Sfilerà con uno spezzone autonomo e uno striscione “La resistenza continua, fuori l’Italia dalla guerra”, richiamando le crisi in Ucraina e Medio Oriente e, più in generale, le conseguenze economiche e sociali dei conflitti. Nel mirino anche il riarmo europeo e il rischio di escalation. Durante la manifestazione sarà esposto un disegno dell’artista e attivista Gianluca Costantini che richiama l’attacco missilistico statunitense contro una scuola femminile a Minab, in Iran, che ha provocato la morte di tante bambine. I promotori invitano inoltre a “monitorare con attenzione” altre aree di tensione come Cuba e
Venezuela. Forte anche la contestazione alla presenza della Brigata Ebraica nel corteo milanese: “Non è accettabile che nel corteo del 25 aprile sfilino le bandiere dello stato terrorista, colonialista e genocida di Israele rappresentato dalla Brigata ebraica”, attacca in una nota il Coordinamento.Lo spezzone dei palestinesiLe associazioni palestinesi a loro volta si sono date appuntamento a mezzogiorno in via Palestro. Parteciperanno al tradizionale corteo con un loro spezzone, ma termineranno in piazza Fontana, per “rendere evidente in occasione del 25 aprile la lontananza politica tra una coerente opposizione al genocidio e il sostegno senza condizioni al popolo palestinese e alla sua Resistenza e chi la parola ‘genocidio’ non l’ha mai pronunciata”.Sala: “Sarà un 25 aprile delicato”“Sarà un 25 aprile delicato“, detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che però dice di non essere preoccupato dei diversi spezzoni che si staccheranno dal corteo princiapale. “Il 25 aprile in ogni città ormai è un momento molto sentito da una parte della popolazione e dei cittadini, ma anche occasione per visibilità e per portare avanti le proprie e anche legittime idee politiche”, ha aggiunto il primo cittadino ricordando che “a Roma ci sono sempre più cortei, sono la regola, da anni”. Le divisioni? “Io sono stato avvisato da prefetto e questore e personalmente non ho niente da aggiungere da questo punto di vista”, ha concluso Sala.L'articolo 25 aprile diviso, a Milano il corteo si separerà in 3 spezzoni. Anpi: ‘Non è bello rompere unità del fronte antifascista’ proviene da Il Fatto Quotidiano.