Liliana Segre: “Valanga di odio sempre più vasta”

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“Il mondo dell’odio è talmente vasto che questa valanga trascina le persone. Io ho quasi 96 anni, sono vicina alla morte, eppure ci sono persone che mi scrivono: ‘Perché non muori’. Ora, certo succederà, magari non nei prossimi giorni”. Sono le parole della senatrice a vita, Liliana Segre, durante il convegno organizzato a Milano dall’Oscad, Osservatorio per la sicurezza contro gli atti intimidatori. Le stesse minacce, ha ricordato Segre, “che ricevevo da bambina, nel 1938”. “Mio padre mi disse di non rispondere più al telefono – ha raccontato – ma io l’ho fatto e dall’altra parte una voce mi disse le stesse cose”. Piantedosi: “A Milano gravi manovre diversive”A Milano, sabato scorso, la Brigata ebraica è stata allontanata dal corteo che ha attraversato la città. Segre, a cui era stato chiesto, ha risposto soltanto di essere “preoccupata da madre, come lo ero da figlia, quando ero bambina. Però ora ho i carabinieri che mi scortano”. Per il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a Milano, ci sono state “gravi manovre diversive” come per esempio “la presenza delle bandiere di Israele” accanto a quelle della Brigata ebraica e “la gestione dell’ordine pubblico”. “Trovo grave che non si faccia una denuncia secca, ma che si facciano manovre diversive”, ha sottolineato il titolare del Viminale. “Non si conosce la gloriosa partecipazione alla liberazione” da parte della Brigata ebraica e “c’erano persone con i capelli bianchi – ha ricordato parlando delle persone che hanno rivolto a insulti denunciati da Emanuele Fiano, ricevuti durante il corteo – quindi nemmeno si potrebbe pensare a una attenuante, se di attenuante si può parlare, della giovane età”.Accuse incrociate tra Comunità ebraica e AnpiL’allontanamento della Brigata ebraica ha causato accuse incrociate tra la Comunità ebraica e l’Anpi, finita con una denuncia da parte della Comunità ebraica. “Le situazioni cambiano nel corso dei procedimenti e ritengo che sia abbastanza inutile, non dico che possa esserci una soluzione amichevole ma di sano confronto. La denuncia non l’avrei fatta”, ha affermato Roberto Jarach, presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano. Sulla presenza delle bandiere di Israele al corteo, “dal punto di vista mio molto personale – ha affermato – sono 15 anni che sono contrario all’idea della bandiere di Israele perché l’obiettivo è di affiancare la Brigata ebraica e rafforzare la presenza, ma questa aggiunta non viene compresa dalla gente e molto spesso, come stavolta, viene considerata una provocazione“.Per Emanuele Fiano, aver allontanato dal corteo del 25 aprile a Milano la Brigata ebraica “è una ferita amara che bisogna risolvere insieme“. “Non penso che l’Anpi sia antisemita e penso che questa accusa di antisemitismo all’Anpi sia sbagliata, penso che invece serva dialogo – ha affermato – Avrei delle critiche da fare sull’organizzazione del corteo, nel senso che siccome l’Anpi ha mosso una critica alla Brigata ebraica per essersi arrogata il diritto di stare in testa al corteo, ma invece la scelta legittima è delle forze dell’ordine e a loro va chiesto il perché, motivata sicuramente da un problema di ordine pubblico, ma sono le forze dell’ordine che hanno scelto di mettere la Brigata ebraica in quel posto”. Questo articolo Liliana Segre: “Valanga di odio sempre più vasta” proviene da LaPresse