AGI - La prima linea di difesa contro il melanoma è l'abbigliamento, non solo la crema solare. In vista di maggio, il mese della prevenzione del melanoma, e della Giornata nazionale a essa dedicata il prossimo 2 maggio, la Fondazione Melanoma lancia la nuova campagna di sensibilizzazione "Vestiti di Prevenzione", mirata a scardinare i falsi miti sull'esposizione solare e a promuovere l'abbigliamento come primo, vero dispositivo di protezione individuale.Senza naturalmente dimenticare creme e filtri solari ad alto indice di difesa, che però da soli non bastano come dimostrato da tre studi internazionali pubblicati uno da Cancer Research, il secondo e il terzo sulle riviste Cancer e Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. Il messaggio della Fondazione Melanoma arriva in un momento critico: il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo e, in Italia, i casi sono più che raddoppiati in 20 anni, passando da 6.000 nel 2004 a circa 15.000 l'anno.L'esposizione ai raggi UV"Sebbene l'invecchiamento della popolazione giochi un ruolo importante, quasi 9 casi su 10 sono legati all'eccessiva esposizione ai raggi UV", spiega Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all'Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus. "Scottarsi anche solo una volta ogni due anni può triplicare il rischio di melanoma".Il rischio oltre l'estate"Non è solo questione di giornate calde e soleggiate: i raggi UV possono essere forti a sufficienza per danneggiare la pelle da metà marzo a metà ottobre, anche quando il cielo è nuvoloso o il clima è fresco", aggiunge Ascierto.Abbigliamento e localizzazione del melanomaNon è un caso se il modo in cui scegliamo di vestirci, specialmente durante i mesi più caldi, può determinare anche le zone del corpo in cui è più probabile sviluppare un melanoma. "C'è infatti una correlazione diretta tra le abitudini sociali nell'abbigliamento e la localizzazione del cancro della pelle", conferma Ascierto.Differenze di genereUna recente analisi della Cancer Research UK mostra una netta differenza di genere. Negli uomini, due melanomi su cinque (circa il 40%) vengono diagnosticati sul dorso, mentre nelle donne più di un terzo dei casi (35%) si manifesta sulle gambe.Il paradosso della crema solareA rafforzare l'appello della Fondazione Melanoma sono i ricercatori della McGill University, che mettono in guardia contro il "paradosso della crema solare", un fenomeno per cui l'uso dei filtri protettivi fornirebbe un falso senso di sicurezza, portando a una esposizione più pericolosa.I dati degli studi scientificiI ricercatori hanno incrociato i dati di due studi: uno condotto su gruppi di discussione nelle province atlantiche del Canada, pubblicato sulla rivista Cancers, e l'altro basato sui dati della Biobank del Regno Unito. In quest'ultimo, l'uso di creme solari è risultato associato a un rischio più che raddoppiato di sviluppare il cancro della pelle.Il ruolo protettivo dei vestiti"La crema solare è fondamentale, ma non è una 'licenza di arrostirsi' al sole", spiega Ascierto. "L'abbigliamento, invece, non scade, non si lava via col sudore e offre una protezione fisica costante".I cinque consigli della FondazioneLa Fondazione Melanoma suggerisce cinque consigli. Il primo è "coprire senza soffocare", il secondo riguarda l'uso di colori scuri e vivaci. Il terzo è la protezione degli occhi, il quarto l'uso di un cappello a tesa larga, infine cercare nei capi l'etichetta UPF, che può bloccare fino al 98% dei raggi UV.Il messaggio finale"La prevenzione non passa solo dalle creme, ma da una consapevolezza maggiore di come coprirsi possa essere la prima linea di difesa contro il tumore della pelle più aggressivo", conclude Ascierto.